odino

Odino mitologia nordica

Era la divinità principale, conosciuto anche come Woden tra gl anglosassoni e Wotan tra i germani, il nome inglese del giorno del mercoledì, Wednesday, significa  “giorno di Woden”. Il mercoledì è il giorno centrale della settimana. Tutti i suoi nomi sono collegati all'idea di sorgente nascosta del massimo potere e dell'eccelsa conoscenza.

Odino è il padre che semina, e quindi “causa” tutto ciò che si manifesta; il mito di Odino appeso all'albero simboleggia l'io che si dona al Sé per ottenere la conoscenza, significa che il sacrificio di sé stessi è il sacrificio del piccolo io al grande Sé, e nello stesso tempo che l'io è in grado di espandere la coscienza per approdare alla totalità del suo vero essere.

Il gesto di Odino è un modello evolutivo valido per tutta l'umanità, – che ricorda in parte il “sacrificio” che si narra venne fatto da Gesù sulla croce sorta di albero metafisico stilizzato – perché indica non solo il processo di interazione con il Tutto, ma anche il processo di separazione dal Tutto che avviene per innescare la reintegrazione dell'individuo nel Tutto, indica cioè il processo evolutivo, trasformativo, in cui le rune hanno un ruolo fondamentale.

Le rune (link) infatti sono gli schemi attraverso i quali l'interno si esteriorizza per aumentare la propria comprensione, il dono fatto all'umanità è la capacità di espandere la coscienza, capacità che differenzia gli uomini dalle altre forme di vita terrene, la quale possiede la capacità di elevarsi alle più sublimi altezze e scendere nei più profondi abissi per attuare il processo di trasformazione.

Il mito narra che, per trascendere la morte, Odino sacrifica un occhio, secondo alcuni si tratta dell'occhio sinistro, ma questa versione fu fortemente influenzata dai fondamentalisti cristiani che volevano attribuire alla sua figura un carattere sinistro sfruttando l'idea superstiziosa che la sinistra appartiene al diavolo (nel Medioevo le persone mancine erano ritenute possedute dal demonio, e ancora oggi succede in certi posti di “chiesa”!!).

L'emisfero sinistro del cervello controlla i processi analitici mentre l'emisfero destro concerne la capacità intuitiva: la medicina conferma che i due emisferi si incrociano in un punto situato  nel cervello frontale, dietro gli occhi, quindi l'occhio sinistro è collegato all'emisfero destro, e il destro con quello sinistro.

Odino dovette scegliere se sacrificare la capacità analitica o l'intuizione, e decise di sacrificare l'occhio destro, aumentando così le capacità dell'occhio sinistro, cioè la facoltà intuitiva, infatti Odino voleva dare agli uomini qualcosa di enorme valore, finalizzato ad un altissima riuscita: l'abisso dell'immanifesto in cui Odino guardò mentre pendeva dall'albero sono le profondità del suo essere, illuminato dallo spirito, vide il sapere che cercava e per il quale aveva sacrificato parte di sé.

Odino è anche rappresentato come il guaritore ferito, uno sciamano nomade e un maestro teso al benessere di tutti, che guida attraverso i cambiamenti di coscienza, è la guida che conduce gli uomini al prossimo stadio evolutivo, dopo averne fatto l'esperienza in prima persona e averlo conosciuto direttamente, forse è questo  il motivo per cui venne anche indicato come “il dio ispiratore”, che inspira cioè attraverso l'esempio: la nostra ricerca della saggezza è la stessa che muoveva Odino lungo questo sentiero infinito.
Odino è, inoltre, maestro di travestimenti, per simboleggiare che le realtà spirituali non sono facilmente riconoscibili nel mondo delle esperienze ordinarie, sono presenti ma travestite da cose ordinarie, quelle stesse cose che diamo per scontate, quindi i poteri di Odino sono: l'ispirazione,la creatività e la sapienza, e la sua runa è Ansuz (link).