Effetti nocivi dei campi elettromagnetici

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Non esiste alcuna ricerca scientifica in grado di dimostrare che i campi elettromagnetici (elettrosmog), sia a bassa che ad alta frequenza, non hanno alcun effetto nocivo nell’uomo.
Esistono numerose ricerche, realizzate da studiosi in varie parti del mondo, che provano la correlazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e l’insorgenza di tumori, in particolar modo di leucemie infantili e di tumori del sistema nervoso.
Nonostante questo si assiste ad un incremento indiscriminato dell’uso dei campi elettromagnetici nell’ignoranza della priorità della tutela della salute pubblica. La scienza è divisa.
Molti scienziati sono concordi nell’affermare che i campi elettromagnetici sono sicuramente dannosi e che, con il progredire delle ricerche, i limiti espositivi oltre ai quali si riscontrano effetti biologici, risulteranno numericamente sempre più piccoli. Altri ricercatori sono più cauti e contestano le modalità con cui si sono stati ottenuti certi risultati. Nessuno è in grado di sostenere “scientificamente” che i campi elettromagnetici e l'elettrosmog sono innocui.
Sempre più numerose sono le persone che lamentano disagi di vario tipo in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici a bassa e ad alta frequenza. (Attualmente, a norma di legge, il limite espositivo, per le basse frequenze, è di 0,2 micro tesla.)
A tutt’oggi è impossibile schermarsi, se non in modo limitato, e l’esposizione per l’intera popolazione è involontaria.
Non è possibile, per esempio, evitare, l’esposizione alle onde emesse dai telefoni cellulari in luoghi affollati come ristoranti, grandi magazzini, uffici, banche, trasporti pubblici..ecc.
Per ricercatori quali la dottoressa Valorie Hundt (presso UCLA : University of California Los Angeles) il campo energetico umano, che compenetra la materia visibile e sporge dal corpo per qualche decina di centimetri, è composto di particelle cariche d’energia che si muovono in modo fluido come correnti d’aria o correnti d’acqua. Molte proprietà del campo energetico rilevate in laboratorio sembrano indicare un possibile quinto stato della materia che alcuni scienziati chiamano bioplasma.
Questo plasma obbedisce alle leggi fisiche e presenta le caratteristiche di un campo organizzatore in intima connessione con la psiche, il corpo ed i suoi sistemi.
Le prove, anche se per ora incomplete, sull’esistenza e sulla natura del campo energetico umano, rese note da un gran numero di studiosi, costituiscono i presupposti per riconsiderare il funzionamento del vivente come una “complessa interazione di forze” piuttosto che una somma meccanicistica di elementi.
Il bioplasma umano, oltre ad essere un campo organizzatore, rappresenta l’organo percettivo che registra ed elabora le informazioni esterne ed interne prima ancora che queste siano decodificate dagli organi di senso. Questo spiegherebbe, per esempio, il perché ci giriamo automaticamente, quando ci sentiamo osservati o quando prevediamo un evento che si verifica appena qualche istante più tardi.
Nell’utilizzo dell’energia elettrica e dei campi elettromagnetici, evento relativamente recente nella storia dell’uomo, a tutt’oggi non si sta tenendo presente :
La nuova visione energetica suggerita dalla fisica moderna
L’incongruenza tra le teorie percettive ed un gran numero di fenomeni del vivente che la logica meccanicistica ignora solo perché non sa spiegare l’esistenza del campo energetico umano

La priorità della salute sugli interessi economici .

Nel marzo di due anni fa, a Roma, l’OMS3, dopo aver posto la questione tra le prime quattro priorità a livello mondiale, ha elaborato uno specifico progetto Internazionale della durata di cinque anni finalizzato a promuovere la ricerca scientifica sugli effetti dell’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche le quali hanno raggiunto, in alcune aree dei Paesi industrializzati, livelli superiori anche più di un milione di volte a quelli di cinquanta anni fa, mentre il consorzio satellitare Iridium World Communications con il lancio degli ultimi cinque satelliti geostazionari ha appena creato una rete ininterrotta di comunicazione globale per la telefonia mobile. La rete Iridium, costata 9.000 miliardi di lire, attraverso i suoi 66 satelliti, servirà un bacino iniziale di 20 milioni di potenziali utenti.
Nell’immediato futuro il problema non sarà circoscritto solo all’incremento dei telefoni cellulari, ma si estenderà in modo imprevedibile in seguito alla produzione di dispositivi di varia natura per il controllo di oggetti, persone e situazioni a distanza. Numerose applicazioni sono già in fase di progettazione: strumenti per il controllo della velocità delle auto a distanza, stazioni di controllo del sistema di trasporto pubblico attraverso radio telefoni satellitari, braccialetti-telefono-controllo da polso per bambini, cellulari-video-computer da polso per adulti, camion collegati a controllo satellitare, telepass obbligatorio...ecc.


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