Significato della Runa ANSUZ

Nome:  Ansuz, Ansus, Os, Ass.

Suono:  a

Senso simbolico: il potere divino, creatore, il Dio Odino, il mondo degli Dei, il potere della parola, l'incantamento.

Ansuz è tanto la runa dell'intelligenza quanto precedentemente era quella dell'assenza della stessa: ci mette direttamente in relazione con la creazione, ma questa volta, a differenza di Fehu, con la creazione magica come il demiurgo che agisce con e sul multiverso. Corrisponde alla lettera A che, in tutte le tradizioni, simboleggia il germe primordiale, il suono creativo; in diverse tradizioni esoteriche, esistono molti esercizi collegati alla lettera A che permettono di estendere il campo della coscienza, ricollegarsi alla più intima parte del multiverso e liberarsi. Questa pratica fornisce alcuni poteri: l'invisibilità psichica, il sogno cosciente, eccetera, ma l'obiettivo non consiste di fermarsi a quel punto, infatti, l'ascensione spirituale, non si misura in base alle facoltà acquisite.

Ansuz è la runa della conoscenza e permette di comprendere che non esistono limiti fra il multiverso e noi; essa corrisponde al potere magico trasmesso di generazione in generazione e che dobbiamo ritrovare all'interno di noi. Conduce all'estasi e la sua energia corrisponde all'ond, il respiro, il prana degli indù e il ki giapponese, e a odhr, l'ispirazione, la cui radice “od” (come Odino) significa “potere magico”: il paiolo di Odhroerir nel quale è stato raccolto il sangue di Kvasir, l'uomo più saggio nato dallo sputo di tutti gli Dei, e assassinato da due nani, rinvia alla medesima radice. Dalla miscela del sangue di Kvasir e del miele scaturisce l'idromele sacro,  e bevendolo si acquisisce l'ispirazione e il dono della poesia, che è il potere della parola: infatti l'arte della poesia era sacra e possedeva virtù magiche, ciò che la nostra epoca moderna ha dimenticato. Liberandoci, Ansuz, ci affranca dalla paura della morte, infatti, la conoscenza che ci permette di acquisire, dimostra la relatività del mondo, dello spazio e del tempo: ci mette direttamente in contatto col reale e con la parte divina di noi stessi.

La Dea Idun è anch'essa legata a questa runa, poiché detiene i segreti dell'immortalità e permette agli Dei di rigenerarsi, liberando dalla morte.

Questa runa è sotto l'egida del dio Odino: con le prime rune abbiamo preso contatto, dolorosamente con parti di noi che non conoscevamo, ora ci rendiamo conto di aver ferito ancora una volta noi stessi, ci ammaliamo, perdiamo il senso e il significato, la direzione, la mente vacilla, cresce la paura di impazzire, di essere diversi, di fallire, di morire.

Con Ansuz diventiamo profondamente consapevoli del nostro vuoto e siamo disposti a ricevere aiuto, a lasciarci guidare, è la comparsa nella nostra vita, nello smarrimento e nel dolore, di una Guida capace di comprenderci e condurci sano e salvi fuori dai sanguinosi combattimenti e dalle guerre che stiamo combattendo, sempre e comunque, contro noi stessi e contro il mondo.
Ansuz è una soccorrevole presenza che ci cura le ferite ci rinfranca l'animo, ci offre un attimo di pace nella fragorosa lotta per l'esistenza, è la chiamata dello spirito che si può manifestare in molte forme, travestito da mendicante o da malattia, da buona o cattiva sorte.
La Chiamata implica sempre e comunque un sacrificio, senza sacrificio non c'è salvezza, il prezzo va pagato col proprio sangue, ed è per questo che ci appendiamo all'albero cosmico, l'Yggdrasil: facciamo scelte che contrastano con il normale sentire sociale e per questo veniamo presi per pazzi, ma siamo sempre appesi, sempre feriti, sino a perdere i sensi, nel delirio, la parola si fa muta, il suono cieco, la vista sorda.
Ansuz è una runa significante letteralmente il Dio (Aas) e tradizionalmente è legata ad Odino, come si diceva, il signore dei paesi nordici: Odino, in norreno Ooin, anglosassone Woden, tedesco Wotan, longobardo Gòdan, è una delle principali divinità del pantheon norreno e in particolare dio della guerra, della magia, della sapienza e della poesia.

L'ispirazione si lega al suo rapporto specifico con l'arte poetica, la parola ispirata e la saggezza, mentre il furore si pone in relazione alla guerra, uno dei miti racconta come egli sottrasse il sacro idromele ai giganti, che rende poeta chi lo beve, è quindi dio della parola e della poesia, protettore degli scaldi, gli antichi poeti scandinavi.
Odino rappresenta inoltre la forza diplomatica, la capacità di conciliare le parti senza dovere per forza ricorrere alla violenza.