UFO avvistamenti Alieni

Guarda il Video integrale Enigmi alieni codici segreti nascosti

Al giorno d'oggi abbiamo abbondantemente superato il milione di prove sull'esistenza di UFO e alieni, grazie a testimonianze, fotografie, filmati, documenti, ecc.
Praticamente esistono più prove dell'esistenza degli UFO e degli alieni che prove della nostra esistenza, ma ricordate che ne basta una per avere la prova della loro esistenza..

Esistono persone che negano l'evidenza e trovano mille scuse, molto spesso anche illogiche, per screditare l'argomento, che a costo di fare la figura dell'imbecille, asseriscono che si tratta di invenzioni, allucinazioni di massa (saranno tutti drogati?!!) o cose simili, mentre se loro dovessero dire di aver visto la Santa Vergine Maria tutti dovrebbero scattare sugli attenti e credere incondizionatamente: questo non è un comportamento scientifico.

Se una prova è una prova allora quello che essa rappresenta è vera, al di là di chi la enuncia per primo, naturalmente eliminando le prove false, quelle cioè portate e dimostrate tali da persone che desideravano solo la notorietà.
In tutto il mondo continuano ad essere rinvenuti oggetti artificiali ed impronte risalenti ad epoche in cui l'uomo non esisteva sulla Terra, e di conseguenza devono essere stati lasciati lì dagli alieni che si erano fermati per qualche motivo in quei siti del nostro pianeta. L'autenticità di tali reperti è certa., anche se i miscredenti di turno porteranno mille “prove” contrarie a questi ritrovamenti, ma passiamo oltre.

La più antica impronta fossile umana fu trovata nel giugno 1968 da William J. Meister ad Antilope Spring, Utah (USA). Si tratta di due impronte di scarpe umane risalenti a circa 300-600 milioni di anni. Le impronte mostrano distintamente la forme di due scarpe, con tanto di tacco. Uno dei due reperti trovato mostra inconfutabilmente un impronta di scarpa che schiaccia un trilobite, che erano piccoli animali invertebrati marini che popolarono la terra dai 600 milioni di anni ai 280 milioni di anni fa. La scarpa che schiacciò il trilobite era lunga 10,5 pollici: il calcagno è leggermente impresso più della suola, come un‟impronta di scarpe umane deve essere, ed il trilobite risulta schiacciato dal tacco della scarpa. Nell'agosto del 1968 Mr. Dean Bitter, scoprì altre due impronte fossili di scarpe o sandali ad Antilope Spring.

Guarda il Video integrale Enigmi alieni codici segreti nascosti

Nessun trilobite era presente in questa impronta, ma un piccolo trilobite fu scoperto vicino alla stessa roccia. Se si pensa che secondo la scienza ufficiale la prima comparsa dell'umanità moderna (Homo sapiens sapiens) risale a circa 100.000 anni fa, nell'Africa meridionale.....
Nel 1922 in Nevada vennero trovate quelle che sembrano delle impronte di scarpe fossilizzate in un roccia risalente al triassico, cioè a 213-248 milioni di anni fa. In una impronta di scarpa si vede persino la forma delle cuciture.

Nel 1885 saltò fuori da una miniera austriaca uno stranissimo cubo metallico, attualmente conservato nel museo di Salisbury. Il letto di carbone in cui fu ritrovato risale all'era terziaria (70-12 milioni di anni fa). L‟oggetto, analizzato, risultò composto di ferro e carbonio, con una modesta quantità di nichelio. Inoltre era cubico con una delle due facce opposte perfettamente arrotondate.
Nel 1852 fu trovato in Scozia un frammento di acciaio identico alla punta di un trapano racchiuso in un blocco di carbon fossile. Il carbone della miniera risale ad almeno undici milioni di anni fa.

Scienziati sovietici affermano che certe ossa appartenenti a giganteschi Sauri della preistoria sono state spezzate da proiettili esplosivi. Infatti i reperti sono contraddistinti da fratture che non ammettono altre spiegazioni, sia per il modo in cui si presentano, sia per la posizione degli scheletri e la natura del terreno circostante.
Nel 1974 in Romania, a due chilometri a est di Aiud, un gruppo di operai al lavoro sulle sponde del fiume Mures trovarono tre oggetti sepolti nella sabbia, in un fosso profondo circa 10 metri.
Due di questi reperti si rivelano essere ossa di Mastodonte, vecchi di alcuni milioni di anni, risalenti ad un periodo fra il Miocene (circa 20 milioni di anni fa) e il medio Pleistocene (circa 1 milione di anni fa).
Il terzo oggetto invece si rivela essere un blocco di metallo, molto simile alla testa di un grande martello. Tale oggetto viene inviato, per uno studio, all'Istituto archeologico di Cluj-Napoca.

Gli esami scientifici di questo oggetto hanno evidenziato che si tratta di un antichissimo oggetto artificiale composto di una lega in metallo estremamente complessa.
Lo studioso Gheorghita ha rilevato che la lega è composta da 12 diversi elementi, dei quali l'alluminio è presente con la maggiore quantità (89 %).
Gli studi scientifici del reperto, tra cui lo studio dell'ossidazione del reperto, e l'averlo trovato accanto a resti di animali preistorici porta a ritenere che sia vecchio di alcuni milioni di anni. In particolare, la presenza di uno strato consistente di ossido d'alluminio fa ritenere scientificamente che il reperto risalga ad epoche remote. Qualsiasi tipo di studio effettuato sul reperto ha rivelato la sua natura artificiale ed antica, che comunque è già abbastanza evidente dal suo aspetto esteriore, dai fori presenti sul reperto e dalla lega di alluminio con cui è composto. Basti pensare che l'alluminio non si trova libero in natura, ma combinato in alcuni minerali e soltanto 100 anni fa e stata messa a punto la tecnica necessaria alla sua lavorazione.

Gli studi sul reperto hanno evidenziato sin da subito il fatto che fosse parte di un meccanismo, che nella sua parte superiore doveva esserci un'asta di forma circolare.
Tenendo conto dell'analisi di tutte le particolarità dell'oggetto, gli scienziati hanno ritenuto che il reperto fosse una sorta di dispositivo di atterraggio di un veicolo volante, di dimensioni ridotte, come i moduli lunari o la sonda Viking. A riprova di ciò, ci sarebbero sia la forma dell'oggetto, sia i due fori ovali, sia i graffi nella parte inferiore e agli angoli, come pure la composizione del materiale, vale a dire all'alluminio leggero. In sostanza il reperto risulta essere il piede di una gamba meccanica di atterraggio di un oggetto volante.
Sicuramente tale piede metallico appartiene ad una delle varie astronavi aliene che sin da epoche remote visitano ed operano sul nostro pianeta, e si tratta solo di uno dei tanti oggetti artificiali complessi che sono stati rinvenuti al giorno d'oggi.

Il teschio di un bisonte preistorico esposto al museo di paleontologia di Mosca, venne rinvenuto ad ovest del fiume Lena, nella Repubblica Socialista autonoma di Jakuzia, ed ha un foro circolare sulla fronte che solo un proiettile di un arma da fuoco poteva causare. Essa è una ferita vecchia come il bisonte, poiché il processo di ricalcificazione in atto ai suoi orli esclude che sia stato sparato al cranio in tempi recenti, e conferma che il bisonte preistorico sopravvisse allo sparo.
Un cranio neandertaliano (venuto alla luce nei pressi di Broken Hill, in Rohodesia) presenta il foro d‟entrata e di uscita di un proiettile.

Nel 1881 il geologo H. Stopes trovò una conchiglia lavorata con volto umano rudimentale, eppure riconoscibile, inciso sulla superficie esterna. Questa conchiglia fa parte della formazione Red Crag, in Inghilterra, del Pliocene, risalente ad oltre due milioni di anni.
Pitture rupestri in Australia esseri con scafandri, con tonache, con caschi che mostrano solo gli occhi, con guanti e scarpe nere.
Nella storia fenicia di Sanconiatone da Berite, viene menzionato un aeromobile di forma allungata e stretta (serpente) con le eliche.
Popoli antichi abbastanza evoluti come gli egiziani, i greci ed i romani annotavano meticolosamente tutti gli eventi che accadevano e fra questi ci sono molte cronache riguardanti veri e propri avvistamenti di astronavi aliene, prevalentemente di forma sigariforme, sferica o discoidale, descritte come colonne di fuoco, nuvole luminose, sfere infuocate e così via, che sorvolavano e compievano manovre su antiche città. La cosa più interessante è che anche molti storici famosissimi dell'antichità riportano tali avvistamenti.
Alcune statuette in terracotta copte, risalenti al VII secolo d.C, mostrano dei riconoscibilissimi alieni Grigi.

Gli egiziani menzionano un astronave tubolare scintillante (grande serpente), lunga 30 aune e larga 8, che è atterrata lungo il fianco di una montagna.
Ramses II usò in guerra un‟arma donatagli da un dio alieno (Amon), con la quale sterminò migliaia di nemici da solo e senza nessuna protezione, proprio come era avvenuto precedentemente per il faraone Tutmosi III nella battaglia di Armageddon.
Nel 329 a.C. l'esercito di Alessandro Magno fu "attaccato" da due scudi argentati volanti, che sorprese l‟esercito greco mentre attraversava il fiume Jaxartes, in India .
Nell'impero Romano gli UFO furono visti spesso in cielo, ma anche atterrare e ripartire, e furono classificati principalmente come travi di fuoco dorate, scudi ardenti, torce fiammeggianti, globi di dorati.
Cicerone parla di globi nel cielo nel suo "De Divinatione", nel Capitolo 43, parla di quando «...il sole splendette nella notte, con grandi rumori nel cielo e il cielo sembrava esplodere e stupefacenti sfere vi apparvero...».

Lo storico latino Tito Livio, nella sua "Storia di Roma", riporta le testimonianze di oggetti a forma di scudi circolari che volavano nel cielo e che erano stati visti sopra molte città dell'Impero; aggiunge anche che il secondo re di Roma, Numa Pompilio, fu testimone personale della caduta dal cielo di uno di questi "scudi volanti" e che lo avesse annoverato tra gli oggetti di culto delle pratiche religiose che stava promuovendo.
Lo scienziato romano Plinio il Vecchio, nelle "Historiae Naturales", nei capitoli 25 e 36, racconta di "Clipeus Ardens" visti sfrecciare nel cielo dell'antica Roma. Inoltre riporta avvistamenti in cielo di lumi, di fiaccole, di bolidi volanti e travi volanti uguali a quelle che comparivano nell'antica Grecia. più precisamente egli classifica gli UFO in fiaccole, lampade e bolidi volanti, nonché le travi volanti.

Giulio Ossequente parla di avvistamenti (diurni e notturni) riguardanti "Scudi di fuoco", "torce", "più soli", più lune", "ruote luminose" ecc., apparsi su Roma e su altri luoghi. Dal "De Prodigiis", il disegno di due Soli che apparvero su Alba nel 204 a. C..
Nel suo trattato di scienze naturali, Seneca racconta, con numerose osservazioni, di inspiegabili "travi luminose" che comparivano all'improvviso nei cieli delle città antiche. Le "travi" rimanevano immobili per giorni, per poi sparire all'improvviso, così come erano arrivate.
I Manoscritti del Mar Morto risalenti al primo secolo a.C. parlano di uomini provenienti dal cielo che sono venuti sulla Terra ed altri uomini che sono stati prelevati dalla Terra e portati in cielo.
Nel 91 a.C in Palestina vi è un avvistamento UFO con relativa pioggia di bambagia silicea. Per maggiori informazioni si veda il caso del 1954 in Italia, dove tale bambagia silicea fu raccolta ed analizzata ufficialmente.

Link

 Guarda il Video integrale Enigmi alieni codici segreti nascosti