Cromoterapia

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Cromoterapia: curarsi con i colori

 

La cromoterapia è la terapia che impiega i colori dello spettro della luce per ristabilire l'equilibrio psichico-fisico del corpo umano: la cromoterapia moderna inizia con Niels Finsen che negli ultimi anni dell'ottocento dimostrò che la luce rossa, liberata dalle componenti pericolose, è utile nella cura delle lesioni del vaiolo e può essere usata con ottimi risultati attraverso la luce ultravioletta nella cura del lupus vulgaris. Per i suoi studi sulle terapie con la luce e il colore ottenne nel 1903 il premio Nobel per la medicina.

Einstein ci ha insegnato che le energie sono materia rarefatta e la materia è energia condensata; tutto ciò che ci circonda è composto di atomi e campi energetici, che oscillano a determinate frequenze e lunghezze d'onda. In questa nuova prospettiva di realtà possiamo considerare una malattia come l'espressione materiale di una variazione/alterazione nell'energia del corpo i colori sono la parte a noi visibili dell'energia luminosa quantificabile misurabile in lunghezze d'onda (angstrom) e in frequenze (Hertz); pertanto l'utilizzo di una particolare frequenza e quindi di un particolare colore, può interagire con i campi elettromagnetici del corpo umano ripristinando il corretto stato energetico e quindi la guarigione.

Ogni colore nasce da una delle molteplici sfaccettature del diamante-luce, ogni sfumatura colpisce gli occhi con lunghezze di onda di angoli di incidenza differenti; dalla retina questi impulsi vengono trasmessi alla corteccia cerebrale e il risultato è una serie di reazioni fisiologiche e di risposte psicologiche, le reazioni fisiologiche sono le medesime per tutti, ma poiché il colore si fonde con i ricordi, le associazioni, i desideri, in ognuno di noi scatena sensazioni differenti che per risonanza si uniscono ai significati esclusivamente nostri portando alla luce la predilezione o l'avversione per un colore che non è mai casuale e racconta di noi, degli stati d'animo, del carattere, i punti di forza e le debolezze di ciascuno che ci costruiscono come esseri.

Sin dall'alba della civiltà i colori sono stati utilizzati come strumento espressivo, talismani singoli, nei riti religiosi, nell'arte, nella magia e nella medicina. Studi archeologici suggeriscono che già l'uomo di Neanderthal nel paleolitico medio, circa 400.000 anni fa, usava l'ocra rossa per i riti funebri e di fertilità. 30.000 anni fa i nostri antenati decoravano con i colori le pareti delle caverne con funzione magico-simbolica e si dipingevano il corpo per proteggersi, per mimetizzarsi, per incutere timore ai nemici, uomini o animali. Gli antichi egizi amavano i colori che facevano parte integrante della vita quotidiana della medicina.

I sacerdoti-guaritori, dopo aver diagnosticato di quale colore fosse carente un malato, lo ospitavano in una stanza dipinta di quel colore perché lo sorbisse; a molte terapie si associavano minerali, pietre preziose e semipreziose che, sotto forma di amuleti gioielli, agivano attraverso i colori e le formule magiche incise sopra. In generale i medici egiziani curavano utilizzando gli stessi colori della malattia: per curare l'ittero, che provoca una colorazione giallastra della cute, utilizzavano il giallo; nelle emorragie veniva usato il colore rosso. Sapevano che ogni malattia aveva un colore: applicando il colore si combatteva la malattia.

Anche altre culture come i cinesi, gli indù, i greci oppure anche europei nel medioevo usavano i colori per portare giovamento a malattie e disfunzioni che potevano affliggere le persone.