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Nuove tecnologie invadono il mercato alla ricerca del computer pulito il Plantbook..

 

 Anni fa uscì un libro che parlava della "memoria dell'acqua" e che spiegava come questo elemento reagisse a stimoli vari riportando informazioni che descrivevano ciò con cui era entrata in contatto ma aspettarsi addirittura che potesse essere usata per costruire computer a basso impatto di inquinamento nessuno se lo aspettava..

Sembra un non senso parlare di apparati elettronici che vadano ad acqua ma ci sono dei ricercatori della Linköping University e della Aalto University , università della Svezia e della Finlandia, che stanno cercando di dimostrare come sia invece possibile questo connubio per immagazzinare informazioni e dati, invece di usare elementi fisici comuni come il silicio: questi ricercatori, capeggiati da Henrikki Mertaniemi, hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Advanced Materials dove descrivono come sarebbe possibile creare sistemi di computer in grado di usare l'acqua per immagazzinare dati al posto dei soli elettroni.

Ma come potrebbe essere possibile la cosa? I ricercatori sono partiti osservando che due gocce che dovessero scontrarsi su una superficie altamente idrorepellente rimbalzerebbero come palline da biliardo, senza deformarsi nell'urto, e quindi hanno usato questa peculiarità per farle memorizzare bit di informazioni, determinando a livello sperimentale le leggi che regolamentano il rimbalzo delle gocce dopo un urto. Le gocce si trovano su binari idrorepellenti fatti di rame e ricoperti di argento, modificati a livelloo chimico con sistemi particolari, e si muovono grazie all'azione delle mutue collisioni.

Sul loro percorso le gocce mantengono esattamente un comportamento simile dei bit di informazione all'interno di una memoria digitale, reagendo esattamente con le stesse leggi, in pratica, usando un linguaggio più semplice, generando una risposta di si o no oppure acceso o spento, esattamente come nei computer moderni. Partendo da questa similitudine potrebbe essere possibile costruire apparecchi che possano immagazzinare informazioni senza nemmeno l'uso dell'elettricità e capaci di compiere operazioni di logica booleana, che sta alla base del funzionamento dei computer.

Mertaniemi ha asserito come non fosse mai stato osservato questo fenomeno da altri ricercatori poiché è facilmente verificabile in natura, aggiungendo che se si riesce a caricare tramite composti chimici reattivi le gocce d'acqua si riuscirà anche a controllare le reazioni delle collisioni e ciò consentirà di "programmare" le gocce per controllare le singole reazioni: ancora una volta la natura ci viene a insegnare giacché, il primo esperimento di Mertaniemi, lo ha effettuato usando le foglie delle piante del proprio giardino scoprendo le proprietà delle collisioni semplicemente osservando le gocce che si muovevano sulla superficie delle piante. Gli scienziati sperano che questa scoperta aprirà la strada allo sviluppo di nuova tecnologia di cui hanno già coniato il nome: logica super idrofobica a gocce.

computer ad acqua

Ma questa scoperta non è la sola poiché due designer coreani Seunggi Baek e Hyerim Kim, sono riusciti a sfruttare un altro principio naturale ovvero la fotosintesi delle piante, costruendo un computer che funzioni alimentato da un dispositivo che la simula generando energia da acqua e luce solare, agiungendo un nuovo prodotto che potrebbe salvaguardare l'ambiente e diminuire i consumi. Il principio su cui si basa la loro idea anche se potrà forse trovare successo in futuro, è molto semplice: il Plantbook, così rinominato dai suoi costruttori, è costituito da due display ultrasottiliperfettamente impermeabili, che se arrotolati su sè stessi e immersi in acqua sfruttano l'idrogeno, convertendolo in energia rilasciando ossigeno nell'aria esattamente come le piante.

Un led segnalerà quando le batterie saranno cariche e si potrà di nuovo usare tale computer: a quanto pare il prototipo costruito in Corea ha ottenuto dei risultati che nessuno si aspettava, senza avere problemi di funzionamento.  Con questo progetto decisamente all’avanguardia Seunggi Baek e Hyerim Kim hanno dimostrato la grande importanza della natura sia come fonte di energia pulita, sia come esempio e ispirazione  per la creazione di dispositivi totalmente ecocompatibili, perfettamente in linea con l’ambiente.