Il Mandala Yoga

Il mandala riproduce le tappe di un complesso percorso conoscitivo che è volto a scandagliare e a pacificare la psiche, a conoscere ed attivare le potenzialità della coscienza.
Il disegno si articola in una serie di figure geometriche – il punto, il triangolo, il cerchio e il quadrato – che rientrano nell’ambito degli archetipi e che suggeriscono ampie possibilità di interpretazione simbolica. La funzione originaria del mandala è quella di un percorso di discesa nel profondo e di rinascita ad altri livelli di coscienza.

Una delle funzioni più evidenti del simbolo è dunque quella di realizzare un’azione centripeta che riunifichi le forze centrifughe e separative della mente che per sua natura tende a disperdersi nella molteplicità. Il simbolo da descrittivo, perché parte da una rappresentazione visiva, diviene evocativo risvegliando emozioni rimosse. Non basta dunque guardarlo e non è sufficiente neppure capirlo.

Per essere “compreso”, deve essere vissuto. E’ visibile ma rimanda all’invisibile, intessendo un’infinita rete di collegamenti e relazioni tra il manifesto e l’immanifesto, il conscio e l’inconscio, il particolare e l’universale. Il mandala è costruzione sintetica e dinamica volta a realizzare la convergenza dei piani dell’essere ; dimensione cosmica, umana e divina trovano in esso la loro ricomposizione. Poiché è l’integrazione dell’uomo nell’universo e dell’universo nell’uomo.

Quest’arte, sviluppata nelle culture induiste e buddiste, era presente in tutte le antiche culture dai celti, agli aborigeni australiani, dagli indiani d’America ai popoli africani, dall’isola di Pasqua ai Maya. Il mandala è forse la rappresentazione del legame tra uomo e natura più intuitiva. Partendo dall’etimologia, mandala significa “cerchio”, e già in epoca vedica il termine è riferito al Sole, alla Luna, alla ruota. Con mandala si intende dunque una struttura circolare con tutte le sue parti componenti equidistanti dal centro. Yantra significa “ strumento, congegno” ed ha la funzione di stimolare determinati processi di tipo psichico e conoscitivo.

Quanto al significato il mandala rappresenta l’universo fisico e psichico, lo yantra una particolare forza cosmica.
Non tutti i luoghi sono favorevoli per tracciare lo yantra: quegli ambiti naturali carichi di energia come la foresta, la grotta, la riva o la confluenza dei fiumi, l’ombra di un albero sono particolarmente propizi a questa pratica. Altrettanto positivi sono i luoghi ove certi santi hanno vissuto e operato. Di una certa importanza per la corretta e fruttuosa esecuzione dello yantra e del mandala sono la posizione dei pianeti, il momento dell’anno, del mese e del giorno, così come la direzione verso la quale volgersi durante l’operazione. Se febbraio e marzo sono favorevoli per la realizzazione di ogni desiderio mondano e spirituale, aprile e settembre aumentano la pace, la gioia, la prosperità e vanno scelti per le cerimonie di purificazione dei luoghi abitativi o di lavoro, mentre ottobre e novembre coronano gli effetti degli yantra tracciati per la crescita spirituale.

I momenti più propizi del mese, scandito dalle fasi lunari, sono il settimo giorno della Luna crescente per favorire stati mentali benefici; il secondo e il quinto e l’undicesimo giorno sempre della luna crescente per incrementare la conoscenza. Fondamentale anche l’orientamento, cioè verso quale direzione dello spazio volgersi durante l’esecuzione : all’alba fronteggiare il Sole nascente assorbendone le energie, così come al tramonto rivolgersi a ovest per fruire degli ultimi raggi. A tal proposito “ la Ruota di Medicina “ degli indiani d’America ci suggerisce degli approfondimenti. Dicevamo che una delle finalità pratiche che l’uso del mandala persegue è il dominio del mentale : è infatti nel magma informe dei pensieri negativi, paure, passioni, contraddizioni che si annidano gli ostacoli maggiori per la realizzazione di se stessi in piena libertà.

I costrutti psichici non sono acquisizioni individuali autonome, ma vengono da una serie di condizionamenti esterni più o meno evidenti : la famiglia, il percorso di studi, l’ambiente circostante, il vissuto e le esperienze accumulate giorno dopo giorno. Del resto già nel grembo materno della madre si assorbono impressioni che possono condizionare l’esistenza. Le latenze karmiche costituiscono il condizionamento più pesante e pericoloso che grava sull’uomo ; agendo infatti nel profondo della psiche, là dove non giunge la luce del pensiero cosciente, fomentano attitudini e comportamenti che sfuggono al cosiddetto controllo razionale e inducono ad agire in maniera dispersiva e gravida di dolorose conseguenze. Funzione del mandala è di rompere automatismi, condizionamenti e tabù mentali, de-automatizzando lo spazio della coscienza.

Ci sono molte forme e figure, che hanno un diverso significato a seconda della connessione che esiste fra loro. Le forme più importanti che ricorrono più frequentemente insieme ai loro significati sono : il punto centrale dal quale si irradia la struttura geometrica dello yantra o il disegno del mandala è il simbolo più forte del mistero dell’Essere.
In esso, infinitamente piccolo, è contenuto l’infinitamente grande; è l’origine dello spazio ed è il principio del tempo. Il punto è il seme da cui origina l’universo-macrocosmico, è la goccia da cui nasce l’uomo-microcosmo, è l’unificazione dei poli contrari, del maschile e del femminile .
L’altro elemento geometrico è il cerchio espansione del punto. Il cerchio simboleggia la  Coscienza cosmica, l’universo e quando entra il movimento rotatorio su se stesso dà luogo, a livello grafico, alla spirale. Punto, cerchio, triangolo: è questo il terzo elemento geometrico.

Nell’ambito naturale rappresenta il fuoco. Fuoco che brucia i pensieri e trasforma la mente.
Se il vertice del triangolo è rivolto verso il basso allora è collegato con il femminile. Il  quadrato è il segno della stabilità così come dell’affidabilità e della sicurezza. Il quadrato è il sostrato, la base del mandala poiché rimanda all’elemento Terra, di cui è appunto il simbolo.

La falce di luna è il segno del cambiamento. Il fiore di loto al centro in genere ha otto o dodici petali, numeri solari; il fiore di loto rimanda alla perfezione e alla purezza: mentre le sue radici rimangono affondate nella melma degli stagni, i suoi fiori sbocciano nell’aria pura del cielo. Così dovrebbe fare anche l’uomo: trascendere la sfera umana per attingere quella divina. Il loto, emblema di bellezza, è strettamente connesso con il Sole poiché si apre con il  sorgere di questo e chiude i petali al sopraggiungere della notte, rimandando al simbolismo  dell’illuminazione e della conoscenza.