viaggi astrali obe

Abbiamo prima preso in prestito dall'astronautica l'esempio della tuta e del cordone: fare un viaggio in sdoppiamento è un po' come partire dalla Terra e arrivare sulla Luna, in una dimensione che può ricordare alcuni aspetti di quella di provenienza ma che si presenta comunque come decisamente nuova, rispondente a leggi diverse e che chiede di sviluppare sensibilità nuove. Oltre al valore dell'esperienza umana, dall'aspetto dell'avventura a quello della ricerca di una conoscenza più ampia, si tratta di una condizione che chiede al pensiero di chi la vive un'adeguata capacità di adattamento.

Il piano astrale è spesso definito come regno dell'illusione , o in modo simile, non perché sia, in se stesso, più illusorio del piano fisico. ma a causa della grande varietà delle impressioni soggettive che lo sperimentatore inesperto può percepire. Questo è dovuto a due aspetti fondamentali.

In primo luogo, è dovuto al fatto che molti degli abitanti del piano astrale hanno un meraviglioso potere di cambiare forma o, meglio. di essere visti come noi desideriamo o immaginiamo di vederli: ricordate l'esempio di gnomi, elfi e coboldi? In secondo luogo, la percezione visiva sul piano astrale è molto differente, e molto più estesa, rispetto a quella sul piano fisico. Fuori, sull'altro piano, si ha una percezione completamente diversa rispetto a quanto, con una conoscenza ordinaria, siamo abituati a considerare. Sul piano astrale non si vede con gli occhi, ma si percepisce praticamente con ogni parte di sé.

Durante il viaggio astrale, il mantenimento dell'immagine del nostro corpo fisico serve, soprattutto durante i primi esperimenti, proprio per continuare ad avere un certo legame psicologico col proprio corpo materiale. Questo avviene sia per abitudine, sia per evitare le possibili paure, in realtà, non ha molta importanza mantenere l'idea della nostra forma fisica, dopo lo sdoppiamento. In astrale, è possibile passare attraverso gli oggetti; tutte le facce di un corpo possono essere viste contemporaneamente, comprese quelle nascoste. Anche i colori assumono tonalità e gradazioni diverse, su questo piano non esistono più problemi di dimensioni e di spazio... Alla vista astrale sono chiaramente percepibili i raggi infrarossi, ultravioletti e altre gamme d'onda tuttora scientificamente non codificate. Con la pratica, si avrà la possibilità di ottenere sia la vista telescopica, sia quella microscopica; si potranno trasporre i sensi, come talvolta si fa in ipnosi - è possibile, ad esempio, portare un soggetto a vedere con le dita - oppure sviluppare la capacità della vista a 360°.

Insomma, sfruttare tutte quelle potenzialità che già esprime la dimensione fisica, ma senza tutti i limiti - e sono moltissimi - che la fisicità stessa ci impone. Stiamo parlando, lo ricordo sempre, di viaggio astrale non solo conquistato la prima volta, ma anche e soprattutto di viaggio astrale praticato a lungo, con umiltà e costanza.
La parte sottile che esce da noi è un punto di attenzione-percezione che può mutare il rapporto delle misure delle cose. Può allora succedere che avvengano dei fenomeni di microsdoppiamento, di sdoppiamento nel piccolo.  Ad esempio, potrebbe accadere di trovarsi vicino a una strada dorata, lunghissima, la quale ogni tanto vibra e si sposta. Alla fine si scopre che questa strada era la lancetta di un orologio da polso. Trattandosi di un punto di attenzione dell'infinitamente piccolo, non esisteva un riferimento usuale dimensionato alla nostra forma e, quindi, un angolo. un granello, un pezzo di tendina possono diventare una ragnatela immensamente più grande.

Se ci troviamo nell'immensamente grande, non avremo egualmente punti di riferimento per quella dimensione, parteciperemo quindi ad altri aspetti della realtà che bisogna imparare a riconoscere quando si svolge questo genere di esperimento. Esistono poi anche dei mondi intermedi o delle dimensioni intermedie, straordinarie da esplorare, occorre perciò, da un lato, imparare ad avere dei punti di riferimento per quanto riguarda l'uso dei propri sensi, mentre dall'altro sarà necessario riuscire a ricordare. Quando, poi, nello sdoppiamento. avvengono dei fenomeni di vista telescopica la distanza è relativa perché, non essendoci un occhio che deve essere messo a fuoco, non ha grande importanza se stiamo guardando qualcosa che è distante come la punta del naso o qualcosa che è distante migliaia di chilometri. Nel caso di vista telescopica possono però esistere dei problemi per quanto riguarda i campi di percezione. Quando si utilizza una vista telescopica, a volte i campi di visione si sovrappongono; immaginate allora di vedere delle diapositive sovrapposte l'una all'altra.

Durante lo sdoppiamento, possiamo avvicinarci a strade temporalmente diverse; certi avvenimenti possono essere vissuti, rispetto alla nostra prospezione temporale, più avanti o più indietro nel tempo, di alcune ore o di alcuni giorni. Quindi, quando ci troviamo, non essendo legati al corpo fisico, in uno stato di sdoppiamento, può darsi che noi ricordiamo degli avvenimenti che ci accadranno fra tre giorni, ecco allora che ci spieghiamo perché abbiamo delle premonizioni: si tratta di avvenimenti raccolti durante uno sdoppiamento istintivo, onirico, il fatto poi di vedere, durante il viaggio astrale, la realtà con un colore luminoso bianco oppure a colori, dipende dal modo di percepire delle persone. La percezione attraverso i colori è un modo di cercare di sentire delle frequenze, delle lunghezze d'onda che arrivano da questo piano di esistenza, da noi così poco conosciuto.

Durante lo sdoppiamento, pur vedendo i colori in modo diverso rispetto a come li vede sul piano fisico, la nostra mente tenderà a tradurli nella percezione fisica con cui normalmente li riconosce. Immaginate un pittore che debba dipingere un paesaggio di campagna avendo a disposizione soltanto il colore bianco e il colore nero. Si troverà, quindi. nella condizione di dover usare questi due soli colori in maniera tale da rendere, il più possibile, I'idea di ciò che esiste.

Quando ci troviamo sul piano astrale succede lo stesso fenomeno: arrivano sensazioni alquanto particolari, che devono essere trasformate in qualcosa di comprensibile per la nostra mente. A volte può capitare che i colori nello sdoppiamento vengano completamente confusi.

Quando, però, lo sdoppiamento è completo, la mente impara a elaborare dati nuovi, impara a percepire. a conoscere e a riconoscere in modo ordinato e intelligente delle sensazioni inusuali; quindi anche i colori, nella loro nuova dimensione, vengono via via codificati secondo uno schema definito e allargato. Senza sperimentazione progressiva non è possibile far accettare alla nostra mente dei concetti di percezione che sono al di fuori del nostro piano fisico.