tecniche viaggio astrale obe

Uscite dal corpo uso della piramide

Un altro metodo ancora è quello attraverso l'uso di un modello in scala della Piramide di Cheope. La piramide è una delle forme-base della selfica; non a caso, grandissimi monumenti dell'antichità, quando la relazione tra forme, colori, materiali ed energie sottili era conosciuta e applicata, furono realizzati come piramidi: quelle egizie, quelle sudamericane, le ziggurat babilonesi, costruite per giunta in corrispondenza delle linee sincroniche. La forma stessa è atta a captare e trasformare energie molto grandi, che possono aiutare l'uomo, a parte gli usi rituali che se ne facevano nell'antichità, ad avere sprazzi di intuizione, ad allargare il senso di sé.

È noto che gli oggetti, inseriti all'interno di qualsiasi piramide costruita a casa, si mummificano, si disidratano; è noto che alle lamette, collocate nel punto giusto, viene continuamente rifatto il filo. Evidentemente, c'è un'attività energetica fuori della norma, accumulata dalla forma solida stessa, e quest'attività può essere usata anche per esercizi di rigenerazione psicofisica; o, per l'appunto, per viaggi in astrale. A due sistemi è applicabile tale figura, per ambedue i sistemi occorre costruire un modello in scala della Piramide di Cheope. La vostra piramide potrà essere in legno, metallo, cartone, fatte salve le proporzioni, non è importante la dimensione che avrà, in quanto le energie che catalizza rispondono alle corrispondenze fra le forme e non alle loro misure, è necessario però che siano rispettate le proporzioni tra lati, base, altezza.

Come risulterà ovvio studiando le due tecniche, nel primo caso la piramide dovrà essere abbastanza ampia per contenere il corpo dello sperimentatore, mentre nel secondo la grandezza non ha alcuna importanza, in entrambe i casi, la piramide dovrà essere orientata con la parete sull'asse nord-sud. Primo sistema: ci si sdraia all'interno della piramide stessa; se questa non è abbastanza ampia per contenervi del tutto, è importante che almeno capo, petto e addome siano all'interno del solido. A questo punto, le procedure per lo sdoppiamento non cambiano rispetto a quelle che abbiamo già visto, ma l'essere all'interno di questa sorta di self permette una sintonia migliore e quindi uno sfruttamento più completo delle energie sottili intorno al corpo.

Di volta in volta, tra l'altro, avrete modo di trovare la posizione migliore, sotto la piramide e quindi, con l'aiuto di cuscini, posizionarvi più o meno alti; infatti, non tutti i punti del solido funzionano con la stessa intensità, così come nella Grande Piramide ogni camera è situata in un punto ben preciso, a seconda dell'utilizzo che se ne faceva. Secondo sistema: appendendo la piramide al soffitto, immaginiamone la proiezione capovolta. Il punto focale, o fuoco della lente, è quello corrispondente alla punta della stessa; è lì che vengono convogliate tutte le energie atte a favorire l'uscita dal corpo, ed è lì che, sempre correttamente orientati, ci sdraieremo ed effettueremo le varie fasi di viaggio. Questa posizione è addirittura migliore dell'altra, in quanto più direttamente arriva l'energia, in entrambi i casi, potrà esservi d'aiuto un'invocazione, tratta dal Libro dei Morti egizio, da ripetere nella mente: «Per l'uscita controllata dal corpo del mio spirito.»