Gli immortali XIAN

Nel Taoismo, gli immortali erano per lo più uomini comuni dotati di facoltà particolari: il loro potere derivava non tanto da una sacralità innata, quanto piuttosto dalla capacità di cogliere in ogni creatura e fenomeno la conoscenza superiore e l'immortalità.
Secondo antichi racconti, alcuni di loro erano in grado di volare per l'etere cavalcando gru o draghi alati (come descriverebbe una persona che non avesse mai visto un aereo o simile vedendo tale oggetto? Drago? Gru?) per unirsi  in Cielo alla Corte Imperiale.
La maggior parte invece viveva sulla Terra, nutrendosi di sostanze ricche di significato simbolico, quali i funghi e il cinabro, atte a procurare loro le energie universali dello Yang e dello Yin.

Il termine xian 仙人 (o xianren o il più moderno shenxian), è un sinogramma composto dalle parole persona (人) e montagna (山) e che viene generalmente tradotto come immortale o santo taoista. Lo si trova menzionato nel Tao Te Ching, nello Zhuangzi e in numerosi testi taoisti del periodo dei regni combattenti. Il termine designa esseri mitologici dai poteri sovrannaturali la cui residenza è solitamente collocata in un luogo altrettanto mitico, le grotte celesti o terre della felicità o ancora isole mistiche (洞天福地 dòng tiān fú dì). Lo stato di immortalità è ciò a cui ambiscono le pratiche taoiste, accessibile attraverso pratiche spirituali. Nel Taoismo moderno la nozione di immortalità è andata evolvendosi, perdendo le connotazioni favolistiche e andando ad identificare queste creature con il termine shenxian (神仙), spirito immortale.

L'obiettivo del taoista è dunque quello di raggiungere l'immortalità spirituale attraverso la ricerca continua della conoscenza che possa liberarlo dalla prigione materiale per farlo assurgere a un gradino superiore esattamente come ogni iniziato esoterista che deve apprendere come elevare sè stesso al di sopra della materialità superando i limiti mentali e fisici umani normali per poter decidere dove e come reincarnarsi senza perdere la memoria di coloro che era stato nel passato di altre vite.

Generalmente impossibili da vedere nella loro forma reale, (di cui parla Ge Hong 葛洪 nel suo trattato, il Baopu Zi 抱樸子), essi possiedono la capacità di metamorfosi e di ubiquità e appaiono e scompaiono sotto forma di esseri luminosi.
Tre di questi immortali sarebbero personaggi storici, mentre gli altri sono puramente leggendari.
Zhongli Quan
Lü Dongbin
He Xiangu: la donna
Li Tieguai: il povero;
Zhang Guolao (storico)
Han Xiangzi: il giovane.
Cao Guojiu
Lan Caihe

Gli Otto Immortali sono considerati portatori di prosperità e longevità, quindi erano un tòpos nell'arte antica. Erano frequenti ornamenti sui vasi di celadon. Venivano inoltre rappresentati nelle sculture di proprietà dei nobili. Le loro rappresentazioni più comuni, tuttavia, erano nei dipinti. Molti dipinti di seta e affreschi murali raffigurano gli Otto Immortali. Vengono spesso raffigurati tutti insieme, a volte anche singolarmente, per omaggiare le qualità di quel singolo Immortale.

Gli Otto Immortali sono legati allo sviluppo degli esercizi di qigong, come il Baduanjin.
Ci sono alcune arti marziali cinesi il cui nome deriva dagli Otto Immortali. Esse prevedono tecniche di lotta ispirate alle caratteristiche di ciascun Immortale.
Le gerarchie più basse, a cui appartengono gli antenati e le forme di concretizzazione del Qi non sono un pantheon ben definito, ma un pantheon variegato in continua espansione. Sopra a questa prima categoria di immortali vi sono i grandi maestri divinizzati, che si trovano ad un livello dimensionale più trascendente. Questa categoria varia generalmente da corrente a corrente, ogni scuola ha la sua classificazione. La gerarchia spirituale della scuola Shangqing 上清, è quella più definita e conosciuta.