LAOZI E IL DAODE JING


 Taoismo Laozi e il Daode Jing

 

Testo base del pensiero taoista, il Daode Jing è di notevole concisione, in confronto ai volumi che trattano dei vari sistemi di credenze del mondo: i brevi versetti che lo compongono, di grande sottigliezza, si distinguono per il loro contenuto suggestivo piuttosto che descrittivo, inclini più a sollevare interrogativi che a fornire risposte.

Noto anche come “Scritto in cinquemila caratteri”, è unitamente attribuito a Laozi, un saggio cinese considerato contemporaneo di Confucio vissuto nel VI secolo avanti Cristo: i testi furono compilati in un a raccolta nel IV secolo avanti Cristo.

Il Daode Jing, conosciuto anche come Tao-Tè-Ching, è una raccolta di scritti di aforismi filosofici che mirano a non essere troppo esplicativi ma restano con cognizione di causa molto nebulosi, poiché il Tao di cui si può parlare non è il vero Tao, per parafrasare Laozi.
La mente razionale è molto limitante nel descrivere l'assoluto, perciò chi conosce realmente non può scendere troppo in dettagli quando lo descrive, poiché per descrivere qualsiasi cosa dobbiamo necessariamente “chiuderlo” in una “foto” che possa descriverlo parzialmente, ma è come cercare di descrivere il gusto che ha una mela a una persona che non ne ha mai mangiate o viste.
Era questo uno dei messaggi che il saggio Laozi voleva tramandare ai posteri, poiché la conoscenza va vissuta, non può essere descritta, e non era solo lui che lo attestava.
Purtroppo di questo illuminato si hanno poche notizie ma molte leggende, perciò qualsiasi notizia su di lui che si possa reperire in rete o tramite scritti antichi devono servire a dare una idea dell'argomento e della persona ma senza troppo soffermarsi su Laozi, bensì è importante acquisire dimestichezza con la saggezza che ci ha tramandato per ottenere i benefici da essa derivati.