Obe Viaggio onirico astrale

VIAGGIO ONIRICO O OBE

Il sogno può adempiere una funzione telecinetica, consentendo di viaggiare, di andare lontano, come suggeriscono i due membri del vocabolo telecinesi: kinésis, movimento, e tele, che indica lontano, elemento che ritroviamo in parole come televisione, telepatia eccetera. Liberata dal corpo, l'anima può fuggire la notte, nell'arco di tempo del sogno, e viaggiare per conto suo, si potrebbe forse spiegare in questo modo quell'impressione di déjà-vu (già visto) che abbiamo sperimentato in tanti.

Alcune persone, in certi luoghi che non hanno mai visto ma dove tuttavia sono in grado di orientarsi a occhi chiusi, provano un'impressione nettissima di aver già vissuto in questo posto, per loro è difficile non pensare di avervi realmente vissuto in una vita precedente.

Una condotta saggia suggerisce di accettare, per lo meno in via ipotetica, le esperienze altrui, anche se non sono state vissute personalmente, tenendo in conto che non si può sperimentare tutto e sdegnare le testimonianze altrui significa impoverire le proprie conoscenze o pretendere di limitare la realtà alla conoscenza personale.
Alcuni continuano a rifiutare l'esistenza dei dischi volanti, fenomeno peraltro seriamente registrato e studiato a partire dal 1945 e che conta milioni di testimoni, senza passare per ingenui, si può ammettere che una buona parte della realtà sfugga all'individuo, se è vero che non dobbiamo perdere il nostro senso critico, non dobbiamo nemmeno permettergli di negare i fatti, poiché sarebbe dar prova di eccessivo scetticismo.

Molti sostengono di aver viaggiato nel mondo astrale, affermano l'esistenza di un luogo dove ci si reca in spirito e descrivono sia questo sia le esperienze compiute. La conformità delle «testimonianze» consente di farsi un'idea di ciò che è astrale, non si deve trascurare questo materiale di ricerca, sarebbe un peccato. Pur non essendo mai stato in Cina sarebbe un'assurdità da parte mia negarne l'esistenza: se mi immaginassi il mondo senza questo paese, distorcerei scioccamente la realtà.

L'ipotesi consente allo spirito la disponibilità necessaria alla scoperta, e che il mondo astrale esista è un'ipotesi, ma quando sperimentiamo noi stessi il viaggio astrale e confrontiamo i dati con le testimonianze degli aItri, allora l'ipotesi non è più opinione e diventa conoscenza.

Le testimonianze relative allo sdoppiamento e al viaggio extracorporeo sono così numerose che sono in pochi a non conoscere qualcuno che abbia fatto quest'esperienza, sia nel sonno sia allo stato di veglia, anche se come nel caso dei dischi volanti, la gente non ne parla volentieri, se non sotto il vincolo della discrezione.

Lo sdoppiamento non è dimostrabile, va sperimentato, e per la maggior parte delle persone il sogno ne è, per così dire, il laboratorio, infatti sdoppiarsi significa lasciare il proprio corpo, ridotto alle funzioni fisiologiche essenziali, e trasferire la coscienza in un corpo energetico, normalmente chiamato corpo astrale, che viene detto anche doppio perché è la copia esatta di noi stessi, solo un poco piu giovane, di taglia leggermente più piccola, sottile e leggera come la luce e l'aria.

Certi sogni liberano il nostro doppio che è immerso nello spazio intermedio tra il mondo materiale e il mondo spirituale, si tratta di uno spazio psichico, comunemente chiamato «astrale», che costituisce a vero dire più uno stato che un luogo, perché in questo stato ogni luogo evocato dal pensiero subito diventa presente: il doppio può inoltre crearsi un luogo o un ambiente a suo piacere, ogni pensiero si esteriorizza in sostanza astrale, sorta di materia spiritualizzata paragonata spesso a una sostanza in vibrazione, e poiché anche i desideri e le emozioni vi si concretizzano, il doppio prende anche il nome di corpo del desiderio, e difatti il corpo astrale è direttamente collegato a quello che viene definito corpo emozionale, giacché interessato direttamente dalle emozioni che l'individuo prova durante la sua vita, e che produce spesso molti dei malanni che seguono il decorso della sua esistenza, siano essi fisici o psicologici.