piramidi cemento anticoTrovata la prova che asserisce che le piramidi sono state costruite con un cemento antico e non scavando la roccia.

 

 

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Un ingegnere chimico di Joseph Davidovits nel 1970 coniò il termine Geopolymer per riuscire a descrivere un impasto cementizio formato da acqua, calcare e natron, quest'ultimo era usato dagli egiziani per la mummificazione, per cercare di spiegare come quella popolazione antica riuscissero a creare una sorta di cemento con cui eressero blocchi  che furono usati per le piramidi ma anche per altre costruzioni arrivate fino a noi, e questo senza alcuna attività di estrazione di blocchi di granito o di trasposrto materiale edilizio.

Egli oltre alle cosiddette ipotesi di cui si fregiò, fece anche seguire le parole ai fatti poiché fondò una società che iniziò a costruire manufatti edilizi basati sul principio che portava avanti con le sue ricerche, diventando molto presto multimigliardario, cosa che dimostrò come le sue "ipotesi" non fossero certo cose campate in aria, anche se l'archeologia ortodossa ha sempre deriso se non snobbato tali teorie, almeno fino ad oggi. Il professor Ken MacKenzie della Victoria University ha voluto effettuare delle prove prelevando un campione di Calcare da uno dei blocchi della piramide di Keope, riducendolo in polvere ultrasottile e mettendolo in un apparecchio per studiarne lo spettro chimico, riuscendo a ottenere una analisi sub atomica del blocco, e dimostrando che invece di essere un campione derivato da una roccia di origine solido-naturale, esso era formato da una miscela varia di elementi cosa non naturale evidentemente, quindi confermando le teorie di Davidovits.

Ovviamente vista la ritrosia dei "dotti archeologi" non si sa ancora quanto ci vorrà perché tale riscontro venga riconosciuto da tutti ma sospettiamo che si impiegheranno anni se non secoli prima che l'intelligenza giunga nei giusti settori, modificando finalmente l'immensa mole di teorie (quelle si) su cui ancora oggi si basano gli studiosi di tutto il mondo e contro la quale non si può ancora lottare con una speranza di successo. Tra l'altro anche in America "qualcosa si muove" poiché anche nei laboratori del MIT di Boston, si sta cercando di accertare questa teoria che ormai diventa sempre meno incredibile ma sempre più fattibile, infatti anche gli americani ha costruito una piramide in scala ridotta per provare che il cemento egizio era una verità attestata e non una ipotesi.

Gli scienziati dei materiali del Massachusetts Institute of Technology sono convinti che la teoria tradizionale sulla costruzione delle piramidi, quella che racconta di giganteschi blocchi di pietra trascinati da migliaia di schiavi, sia solo parte della storia, infatti una percentuale consistente dei blocchi, pari al 20%, potrebbe in realta' essere stata realizzata con colate di un cemento ricavato da materiali locali, impastato fino a ottenere un primitivo calcestruzzo e questo secoli prima che i romani dimostrassero le doti del cemento innalzando edifici come il Pantheon. Ma cosa diceva un portavoce del consiglio superiore delle antichità del Cairo come Zahi Hawass riguardo questa ricerca che già era evidente in passato? Che erano delle idee estremente stupide e idote, come se pensare che una popolazione senza determinate attrezzature riuscisse a edificare le piramidi di Giza e poi tornare all'era del Paleolitico fosse intelligente....

A quanto sembra, analisi di frammenti delle piramidi fatte con raggi X, microscopio e soluzioni chimiche indicano, secondo gli studiosi americani, che ci sono indizi a favore della tesi che alcuni blocchi siano il prodotto di colate, non di attivita' di cava, ma il team avra' vita dura a convincere un ambiente accademico dove intere carriere sono state costruite sul presupposto che le piramidi siano composte da blocchi di pietra. Michael Barsoum, un ingegnere della Drexel University di Filadelfia che partecipa allo studio, fu assalito verbalmente da ogni parte del mondo quando, nel 2006, sostenne che parti dei blocchi di una piramide di Giza sono microstrutturalmente diversi da blocchi di calcare e potrebbero essere il prodotto di colate. "Mi trattarono come se avessi sostenuto che le piramidi sono state tagliate con il laser", ha ricordato Barsoum, intanto nella stessa Boston, lo scetticismo per la ricerca del Mit si e' gia' fatto sentire. "I blocchi provenivano da cave e furono trascinati sul posto, non ci sono indizi per sostenere il contrario", ha sentenziato Kathryn Bard, egittologa della Boston University. In sostanza chi vivrà vedrà, forse, riconosciuta la verità.