Curiosity Marte Ufo

 

Curiosity Marte UFO

La sonda Curiosity ha incontrato uno strano fenomeno di cui gli scienziati non sanno darsi spiegazione: a quanto sembra la sonda viene tenuta d'occhio da qualcosa di non identificabile...

A quanto sembra la sonda americana Curiosity ha attirato l'attenzione di strani oggetti che si sono convinti as tenere sotto occhio il rover da ricerca inviato su Marte, come fosse uno strano invasore a casa d'altri, è questo che è apparso da certe foto ritenute strane e inspiegabili che sono giunte alla NASA dalla sona sul pianeta rosso. Curiosity ha percorso fin'ora all'incirca trecento metri sul suolo marziano, fermandosi parecchie  volte, per vari test di ricerca da effettuare, e ne mancano ancora almeno duecento da percorrere per arrivare al primo dei tanti step legati alle varie analisi per cui è stato programmato, per arrivare nella zona geologica chiamata Glenelg in cui molti scienziati credono che si possa celare molte informazioni rilevanti di Marte.

Per adesso sono accaduti due contrattempi anche se non entrambe negativi, che comunque nulla tolgono all'impresa scientifica ma anzi danno comunque buone oppurtunità visti anche i risultati delle precedenti sonde inviate in loco che spesso hanno avuto minore fortuna, schiantandosi inspiegabilmente o scomparendo semplicemente nello spazio profondo: questa volta nella NASA c'è chi ha riconosciuto ben quattro UFO che stavano sorvegliando Curiosity, e che appaiono in una serie di foto comparendo come un semplice punto luminoso, anche se molti ricercatori hanno affermato che il caso derivi dal fatto che un pixel funzioni male...per un veicolo costato milioni di dollari e una missione che ne è costata non si sa bene quanti, è interessante come addirittura un pixel risulti mal funzionante, chissà se continuerà a non funzionare o se improvvisamente verrà "cambiato" da qualcuno...

Il secondo imprevisto, invece, riporta alla luce una roccia di forma piramidale, delle dimensioni di venticinque per quaranta centimetri circa, che sarà però analizzata dagli strumenti a bordo della sonda che, ripetiamo, ha con sè i più perfezionati mai usati per le missioni di ricerca su Marte o altri pianeti, anche se poi un pixel improvvisamente si dice si sia rotto...La roccia è stata rinominata "Jake Matijevic" in onore di un ingegnere del Team Nasa che ha perso la vita subito dopo l'atterraggio del rover sul pianeta rosso.

Non è tanto il valore scientifico della roccia ad attirare i tecnici NASA, se ci saranno sorprese ben vengano ovviamente, ma la possibilità, date le dimensioni della roccia, di utilizzare più strumenti di analisi contemporaneamente, e infatti il rover userà il laser per far sublimare, scaldandolo, un pezzetto microscopico della roccia e, a quel punto, sui vapori si potranno usare la telecamera per analisi chimiche , il rivelatore di raggi X e la camera fotografica per macro immagini. Un bel concerto insomma, per accordare gli strumenti prima di arrivare alla località Glenelg dove si pensa che Curiosity potrà scovare tracce del passato fluire di acqua e rocce diverse da basalto marziano che sembra dominare la piana di Gale, un cratere del diametro di circa 150 chilometri in cui è atterrato.