Significato delle Rune ISA

La Runa Isa

Nome: Isa, Eis, Is, Iss.

Suono: i

Senso Simbolico: ghiaccio, immobilità, forza statica, materia/antimateria originaria.

Per la sua forma e il suo simbolismo, il ghiaccio della runa Isa rappresenta l'anti-movimento per eccellenza, non è una runa dinamica infatti, ma la statica incarnata: il suo glifo dritto e verticale, traduce bene quel tipo di energia, condensando e trattenendo, permettendo un controllo sugli altri ma anche ed è indubbiamente più importante su sé stessi, rappresentando la padronanza totale di sé. Corregge un temperamento troppo nervoso ed impaziente, calma la frenesia degli esseri che sovracompensano e sprecano energia, permette di controllare l'energia, di conservarla all'interno di sé, il che è molto utile durante un rituale, poiché è disponibile per esso e assicura efficacia di gran lunga maggiore. Isa permette di controllare il flusso ininterrotto dei pensieri, lo sviluppo del potere di concentrazione in tutti i campi, rafforza la volontà; se la mente tace la potenza magica è accresciuta, la volontà viene diretta  verso un fine preciso e le visualizzazioni o i galdrar non sono più affogati in un'onda di pensieri.

E' la runa del presente e rafforza il richiamo del “sé”, dove si tratta di essere pienamente presenti qui e ora.

Vi sono alcuni che non si rassegnano alla perdita e continuano a vivere, ma è come se fossero morti, sono spenti, hanno rinunciato alla rinascita e vivono una lenta agonia, fatta di rimpianti, lamenti e sensi di colpa, altri muoiono poco tempo dopo che la persona amata li ha lasciati, come per seguirla nel suo destino.
Isa è il ghiaccio d'inverno, l'apparente fine di tutto, il blocco, l'irrigidimento, ma in realtà sotto il ghiaccio dell'inverno la vita pulsa, i semi germogliano, la Primavera si prepara, pronta a ricoprire la terra di nuova verdeggiante vegetazione, pronta a un nuovo ciclo.

Quello che Isa ci vuole dire è che in fondo la morte non esiste , fa parte della vita, ne è un aspetto fondamentale, imprescindibile, il Buddha la definisce “impermanenza”, quello stato transitorio che caratterizza ogni essere.
Isa è anche connessa con il Niflheim il primo mondo, la terra della nebbia, brina, ghiaccio e oscurità, che si trova al posto più basso ed è appunto dove si trova il regno dei morti.
Nella mitologia norrena Hel è appunto la dea degli inferi, figlia di Loki, dio dell'inganno e di Angrboda, una gigantessa: quando Odino seppe che il perfido Loki aveva avuto una figlia la bandì nel più remoto angolo del creato, perché facesse il minor danno possibile, si narra infatti che quando la figlia di Loki venne al mondo per la prima volta la malattia colpì il genere umano.
Hel esce raramente sulla terra ma quando lo fa porta malattia e morte, passa per le strade e la gente si ammala all'improvviso, se spazza la strada con un rastrello vi saranno sopravvissuti, se invece con una scopa moriranno tutti.
Alcuni tratti della dea hanno suggerito a diversi studiosi di metterla in relazione con Parvati-Kali o di Persefone, o ancora, Ecate.