Osho Rajneesh Biografia

 

Osho Rajneesh

 

Osho nasce l'11 Dicembre del 1931 nel Mdhya Pradesh, in India centrale: fin dalla più tenera età si pone di fronte all'esistenza come spirito libero, desideroso di sperimentare la vita in prima persona, insofferente a regole imposte o acquisite ciecamente.

La sua ricerca della verità raggiunge il suo punto culmine all'età di 21 anni, vivendo nel suo più intimo spirito la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dall'uomo, l'illuminazione.

Questo suo aprire gli occhi sulla realtà dell'esistenza così com'è, libera da pregiudizi, non condizionata da immagini mentali, lo spinge a condividere la sua esperienza con gli altri, inizia quindi a viaggiare per tutta l'India, prima partecipando a dibattiti e convegni, successivamente tenendo conferenze a folle anche di centomila persone.

Tenta di fare ciò che non può essere fatto, poiché tale esperienza non può essere trasmessa verbalmente ma solo direttamente esperita, ed è proprio questa impossibilità comunicativa che alcuni ricercatori si uniscono a lui, la cui vera motivazione è conoscere il proprio vero essere, direttamente e senza alcuna meditazione.

Nel1964, Osho, organizza i primi campi di meditazione, usando metodi innovativi, di tipo dinamico, che aiutano a percepire quel silenzio oltre i silenzi, nei quali la nostra vera natura si manifesta, nell'esperienza dell'indubitabile.

Nel 1966 Osho abbandona la sua carriera universitaria, e si stabilisce a Bombay alla fine degli anni settanta, dando vita a un ashram, o comunità spirituale che viene trasferito a Pune nel 1974, in occasione del ventunesimo anniversario dalla sua prima illuminazione.

Riconosciuto “Maestro di realtà” da chi risiede vicino a lui, dopo un esperienza in America conclusasi con il suo arresto e l'avvelenamento, l'ashram torna ad essere il cuore del suo lavoro, dove crea alla fine degli anni Ottanta, un laboratorio di crescita, il cui impatto attrae ancora oggi ricercatori della verità da tutto il mondo consapevoli di trovare un luogo di profonda spiritualità che aiuti a sperimentare quella profondità ricercata nell'illuminazione.

Osho, per anni conosciuto col nome Bhagwan Shree Rajneesh, ha spiegato che il nome con cui vuole essere ricordato deriva da “Oceano”, pronunciato Osheanic in inglese (così si spiegò lui..).

Questo termine, coniato dal filosofo inglese William James, è stato usato per indicare l'esperienza di dissolversi nell'Oceano dell'Esistenza, comune alle varie tradizioni religiose, un suono dunque che evoca forti emozioni nella nostra coscienza, così Osho ha voluto essere ricordato da quanti traggono ispirazione e alimento dalla sua visione, quasi a testimoniare che la ricerca del vero, e l'evoluzione della consapevolezza trascendono la vita del singolo individuo, appartenendo all'esistenza dell'uomo in quanto tale, per secoli.

Infatti prima di lasciare il suo corpo, il 19 Gennaio 1990 Osho ha detto:” Io non faccio parte di alcun movimento, il mio operare è qualcosa di eterno che sta accadendo da quando il primo uomo è apparso sulla Terra, e continuerà fino all'ultimo uomo. Cercare la verità non è cosa né nuova né vecchia, la ricerca del proprio essere non ha nulla a che vedere con il tempo. Potrei non esserci più ma ciò che sto facendo continuerebbe. Nessuno ne è il fondatore o il leader, è un fenomeno immenso. Molti illuminati sono apparsi, hanno dato il loro aiuto e sono scomparsi ma il loro aiuto ha portato l'umanità più in alto, l'ha resa un po' migliore, più umana. Essi hanno lasciato il mondo un po' più bello di come l'avevano trovato”.

 

"La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere!

Osho