fine del mondo previsioniSarà che la gente ormai pensa solo al 21 Dicembre 2012 se immagina la fine del mondo ma esistono anche altre ipotesi a riguardo

 

 

 

fine del mondo ipotesi

Sarà che il 2012 con la conseguente pseudo fine del mondo "annunciata" dalle previsioni Maya sta per finire, sarà quello che volete ma ho voluto scrivere questo pezzo perché le persone hanno una atavica curiosità inerente alla possibile distruzione della società e del mondo come lo conosciamo forse perché stanchi e delusi di quello che vivono ogni giorno forse per morbosità personale ma comunque si tratta di un fenomeno sociologico interessante che è necessario sviscerare per cercare di dare una risposdta, se essa esiste, alla curiosità che tanto ammorba la mente della gente, ecco quindi questi scritti raccolti nel nostro sito Runelore.it nella speranza vi interessino quanto se non più quelli che ci hanno bombardato nel corso degli ultimi 5 anni che ravvisavano la distruzione di tutto ciò che conosciamo.

Restiamo comunque nella sfera della scienza, anche se questa branca del sapere umano ha dato le stesse percentuali di riuscita rispetto a quelle dateci da pseudo profeti o affini, nell'azzeccare le previsioni dei futuri avvenimenti riguardo la fine del mondo, avendo comunque maggiori basi fisiche e dimostrabili rispetto alla parte esoterica più campata su credi e pseudoconoscienze. Alcuni scienziati però riuscirono a indicare un futuro che oggi si palesa come vero o comunque molto vicino come ad esempio Ray Kurzweil uno scienziato ben conosciuto nell'ambiente oltre che geniale inventore definito uno dei ricercatori tra i primi dieci  più intelligenti che vivono sulla terra, riuscì a prevedere già nel 1986 il declino economico e la disgregazione politica dell'Unione Sovietica così come anche l'avvento della telefonia cellulare e la sconfitta di un essere umano agli scacchi da parte di un computer cosa che avvenne puntualmente con il campione russo Kasparov che si confrontò negli scacchi con l'elaboratore Ibm DeepBlue nel 1997.

Ma possiamo trovare anche Nick Bostrom docente all'Oxford University e  fondatore del Future of Umanity Institute. Per quanto riguarda Bill Joy egli è tra i fondatori della SUN Microsystems ritenuto un mago della programmazione e ideatore del linguaggio Java con il quale i nostri PC trovano oggi informazioni ed elementi multimediali su Internet. Nel 1975 ha ricevuto il Bachelor of Science in Electrical Engineering dall'Università del Michigan ed ha lavorato presso la commissione presidenziale USA per l'information Tecnology. Prima di poter avventurarci nel mondo delle possibilità distruttive future possibili dobbiamo considerare un importante concetto che spesso non viene presentato o spiegato ovvero il concetto di «rischio esistenziale». Pensiamo a un evento come quello del maremoto del 26 dicembre 2004 che ha distrutto molte parti della costa in Indonesia, Sri Lanka, Tailandia e India uccidendo 200.000 persone o anche supponiamo che possa verificarsi sulla faglia californiana il terremoto meglio conosciuto come  "Big-One" che dovrebbe raggiungere i 7.5 gradi Richter avremmo anche in quelle località centinaia di migliaia di morti. Adesso anche considerando questi eventi come catastrofici, essi non rappresentano un rischio esistenziale poiché sono limitati ad una area specifica del pianeta e provocano danni localizzati. Il rischio esistenziale rappresenta qualcosa che colpisce l'umanità a livello mondiale di qualunque ceto sociale sia e in qualsiasi luogo si trovi, generando il massimo livello di distruzione della vita sul pianeta fino all'estinzione della maggior parte delle forme viventi. Anche se qualche essere umano sopravvivesse a tale distruzione la perdita di tutte le infrastrutture tecnologiche, culturali e delle fonti energetiche porterebbe un regresso dell'umanità che condurrebbe, probabilmente, ad una successiva e completa estinzione nel giro di poche decine di anni. In questo caso ci possiamo chiedere, quali sono le possibili fonti di rischio esistenziale per l'umanità? Ecco qui una breve disanima dei possibili scenari più probabili tenendo presente che disastri di origine sismica o che possano essere generati da ad esempio da tsunami o terremoti non rappresentano pericoli di estinzione per la specie umana poiché solitamente interessano solo zone ben circoscritte del pianeta e non tutto il pianeta Terra.

guerra atomica globale

Fine del mondo Guerra atomica termonucleare

La prima bomba atomica venne sperimentata sul campo su Hiroshima ed era una "bomba A" ossia una bomba che adoperava la fissione nucleare per sprigionare energia raggiungendo la massa critica e innescare la reazione a catena atomica distruttiva, a quel tempo si usava  un nucleo di Uranio 235 (o Plutonio 239) che venivano divisi tramite il bombardamento con neutroni o altre particelle elementari in frammenti sub-nucleari. Appartiene alla categoria di reazione  usate oggi nei reattori nucleari delle centrali elettriche, ma in seguito gli Stati Uniti D'America e l'Unione Sovietica riuscirono a perfezionare un tipo di bomba molto più efficace a livello distruttivo: la bomba H chiamata anche bomba all'idrogeno che sfrutta un processo denominato fusione nucleare lo stesso che produce energia nel Sole. In questo processo si uniscono i nuclei di due atomi leggeri isotopi  dell'idrogeno (deuterio e trizio) in uno più pesante. In questo tipo di reazione il nuovo nucleo costituito ed il neutrone liberato hanno una massa totale minore della somma delle masse dei reagenti con conseguente liberazione di una spaventosa quantità di energia migliaia di volte più elevata di quella di quella raggiunta dalla fissione che genera la bomba A. Basti pensare che la bomba H più potente mai realizzata sprigionò una potenza di 57 Megaton equivalenti a 4400 volte alla bomba che venne sganciata su Hiroshima che possedeva solamente 0,013 Megaton. Con questa bomba così potente la colonna che di solito caratterizza un esplosione di ordigno nucleare con classica forma a fungo raggiunse un'altezza di 60 Km e la sua onda d'urto fece tre volte il giro del mondo nelle successive 36 ore, per questo si può capire come una bomba simile sarebbe in grado di distruggere una grande metropoli come Londra o Parigi ottenendo di generare danni gravissimi non solo sul punto di impatto ma anche nei 30 Km di raggio ove si estende l'onda di calore e sia per le radiazioni gamma che ricadrebbero come fallout radioattivo per 90 Km di raggio dal centro. Bisogna ricordare che in possesso della Russia e dell'America vi sono stipati, in appositi siti, 10.000 di questi ordigni montati su missili balistici che possono raggiungere qualsiasi punto della terra in solo qualche ora o missili a breve raggio trasportati da sottomarini e navi corazzate, anche se un tale scenario di guerra, almeno secondo  i vecchi concetti di guerra fredda di cappa e spada non sono più molto plausibili per via delle implicazioni culturali e politiche che generano al giorno d'oggi la stibilità dei mercati e che negli anni '70-'80 non erano ancora stati raggiunti. Recentemente anche paesi dai governi instabili come India e Pakistan hanno costruito le loro bombe Atomiche quindi se una fazione fondamentalista come quella dei Talebani che ha già dimostrato in passato ma continua ancora oggi a manifestare chiari squilibri mentali,  votata al martirio autodistruttivo si impossessasse delle chiavi dei missili ciò potrebbe portare ad una guerra nucleare che anche se se ne usassero "solo" un centinaio in una guerra localizzata, oltre alle radiazioni che andrebbero diffuse, le esplosioni a Terra alzerebbero in aria miliardi di tonnellate di pulviscolo che andrebbe ad oscurare il Sole per almeno cinque anni. La conseguenza sarebbe un inverno nucleare.

La uniforme nube di polvere e ceneri radioattive si stabilizzerebbe a circa 1500 m di quota e, facendo essa da scudo all'energia solare, la temperatura media del globo di abbasserebbe di 40° centigradi. Gli effetti sulla vita nei mari e sulla vita vegetale e animale sulla terraferma sarebbero devastanti ed andrebbe distrutto anche lo strato di ozono. Tra quei pochi che sopravviveranno all'ecatombe si presenterà presto il problema della scarsità di cibo e la impossibilità di coltivare sui terreni contaminati. Va comunque considerato che una guerra atomica localizzata, a meno che non vengano usati tutti gli armamenti disponibili, non costituisce un rischio esistenziale in quanto una piccola percentuale di esseri umani, nelle zone meno colpite, riuscirebbe comunque a sopravvivere. Per questo ho assegnato a questo evento un grado di distruttività del 75%. Di recente il presidente USA Obama ha proposto alla Russia un accordo per la riduzione del totale degli armamenti nucleari delll'80% da entrambe le parti. Anche per questo ho ritenuto di assegnare alla probabilità che si verifichi l'evento un modesto 5%.

impatto meteorite distruzione

Fine del mondo Impatto asteroide con la Terra

Nonostante il pensiero positivista che hanno alcuni su questo tema asserendo che sia una possibilità molto distante dalla realtà pensare che un asteroide possa colpire la Terra a breve, le cose non stanno così poiché in media un asteroide ogni 500.000 anni per quelli di grandi dimensioni tra i 50 Km di diametro o più ed uno ogni 30.000 anni per quelli di dimensione inferiore ad 1 Km hanno sempre interessato questo pianeta generando estinzioni e morte. Questa statistica dovrebbe essere rivista proprio in base agli accadimenti degli ultimi 100 anni basti vedere e ricordare il caso di Tunguska, un luogo localizzato nella Siberia, dove nel Giugno 1908  si udì l'impatto di un asteroide, 2150 chilometri quadrati di superficie terrestre vennero devastati da una immane esplosione della potenza di circa 13 Megatoni, furono sradicati più di 60 milioni di alberi in una maniera che indicava il centro della deflagrazione che si pensa ancora oggi venne scatenata da un meteorite di 30 metri di diametro che a seguito dell'impatto con l'atmosfera del nostro pianeta venne praticamente vaporizzato causando un'onda d'urto sulla superficie sottostante senza lasciare crateri ma incendiando tutto quello che vi era sotto per un'area di 2.000 Km quadrati anche se su questo ci sono delle ipotesi divergenti. L'onda d'urto fece quasi deragliare alcuni convogli della Ferrovia Transiberiana che distavano 600 km dal punto di impatto, anche se per fortuna non ci furono vittime ma solo perché la zona era assolutamente disabitata. La cometa Shoemaker Levy 9 impattò sul pianeta Giove nel Luglio del 1994, gli astronomi stimarono che i frammenti visibili della cometa variavano da qualche centinaio di metri fino ad qualche chilometro e la cometa intera potrebbe aver avuto un diametro di 5 Km.

Stiamo parlando di un oggetto ininfluente rispetto al pianeta Giove avente un diametro di quasi 143.000 Km dove la Terra con i suoi 12.800 Km di diametro se venisse accostata  a Giove avrebbe  le proporzioni di una pallina da golf vicino ad un pallone da basket. La cometa prima di colpire Giove effettuò varie orbite intorno al grande pianeta ed in una di queste nel luglio 1992, venne attratta dalla immensa gravità del pianeta finendo per essere spezzata in diversi tronconi. L'impatto del primo frammento della cometa colpì il pianeta sul lato opposto a quello visibile dalla terra ma in quel momento era in orbita attorno a Giove la sonda Galileo che riuscì a riprendere i  momenti di impatto dei vari frammenti che liberarono una energia totale pari a 6 milioni di megatoni, circa 600.000 volte la bomba H tanto per capirci e le aree dell'esplosione erano grandi come l'intera Africa. Il 23 marzo 1989, l'asteroide 4581 Asclepius di tipo Apollo (1989 FC) schivò la Terra di 700.000 km se si fosse scontrato col nostro pianeta avrebbe creato la più grande esplosione della storia. Il giorno 6 Ottobre 2008 la Terra  impattò con un asteroide denominato 2008 TC3 con un diametro di soli 5 metri  a 37 Km di altezza al di sopra del deserto del Sudan provocando una esplosione di potenza pari a ben 2 kilotoni. Piccole collisioni avvengono ogni due-tre mesi ma vengono assorbite dall'atmosfera terrestre che incendia e vaporizza tali piccoli oggetti. L'astronomo P. Janninksen insieme ai suoi studenti ne hanno raccolto alcuni pezzi di cui il più grande pesava intorno ai 300 gr. Ora: in solo 100 anni abbiamo assisto a due impatti cometari nel sistema solare di cui uno sulla Terra, un asteroide ci ha sfiorato, due grandi comete come la Halley e la Hale Boop sono passate vicino alla Terra e molte altre minori ne abbiamo viste. Il sistema solare è pieno di milioni di asteroidi vaganti che risiedono sia nella fascia di Kuiper sia nella più distante nube di Oort. Non è dunque da rivedere quella stima dei 30.000 anni? Che cosa stiamo facendo per intercettare tali oggetti? La NASA aveva iniziato la mappatura di alcune zone di cielo con il grande progetto Space-Survey ma ha visto tagliati i fondi dal governo Bush e al giorno d'ggi esiste solo il Near Earth Object della NASA che si basa su una rete di telescopi diretti da un programma software (Clomon 2) sviluppato da un matematico italiano Andrea Milani Comparetti della Università di Pisa, che però non si estende sull'intero pianeta e comunque non possediamo sistemi di intercettazione che siano in grado di intercettare e distruggere l'oggetto prima che la collisione abbia effetto. TC3 ad esempio è stato avvistato 19 ore prima dell'impatto e dopo non si è potuto fare altro che "guardarlo" mentre cadeva. Il prof. Richard Crowther, facente parte di una commissione ONU per la sicurezza e leader della Association of Space Explorer (Ase) afferma:

"La comunita' internazionale deve cooperare per prepararsi ad affrontare l'eventuale minaccia dell'impatto di un asteroide sulla terra."

La prima grande emergenza potrebbe verificarsi entro 20 anni quando l'asteroide Apophis (320 metri) passerà vicino alla terra con un probabilità di collisione di uno su 45.000 e al momento non abbiamo nessuna soluzione per evitare impatti di questo tipo né sistemi di intercettazione davvero precisi che facciano uso di triangolazioni tra satelliti per la determinazione di una precisa traiettoria. Nick Bostrom afferma al riguardo:

"E’ triste che l'umanità nel suo insieme non abbia investito anche solo un paio di milioni di dollari per migliorare le sue idee su come meglio poter garantire la propria sopravvivenza."

Di sicuro sta dicendo cose perfettamente corrette e la cosa più grave è il rischio che corriamo ogni giorno: un impatto con un asteroide avente diametro superiore a 50 km avrebbe il risultato di far estinguere la vita sulla Terra forse per sempre sollevando anche onde alte 300 metri che distruggerebbero le coste senza contare l'inverno nucleare che ne deriverebbe quindi sarebbe bene che chi di dovere pensasse a inventarsi qualcosa per riuscire a scongiurare questo genere di avvenimenti per il bene di tutti senza pensare a risparmiare qualche miliardo di dollari che comunque andrebbero in mazzette o cose inutili comunque. Come ci si può rendere conto di teorie scientifiche che possano abbozzare ipotesi sulla fine della civiltà umana e che come dicevamo in apertura possano realmente rischiare la cancellazione del genere umano non sono poi così tante. Anche se le ipotesi di uno scenario futuro di distruzione non dovessero presentarsi, futurologi accreditati come Ian Pearson ritengono che la fine del mondo potrebbe avvenire tra il 2085 e il 2095 a causa di modifiche estreme all'ecosistema del pianeta causate dalla nanotecnologia avanzata autoreplicante che si sta sviluppando sempre più velocemente anche se una possibile soluzione l'ha lanciata Bill Joy:

«L'unica alternativa realistica che vedo è un rallentamento: limitare lo sviluppo di tecnologie che sono troppo pericolose limitando la ricerca in certe aree della conoscenza.»