teschio cristallo mitchell-hedges Il teschio di cristallo di Mitchell-Hedges continua ad avere una grande attrattiva per chi si interessa di mistero nonostante ciò che è stato già detto nel corso degli anni la magia del cristallo continua nonostante tutto.

 

 

 

teschio cristallo mitchell hedges

Un teschio di puro quarzo ialino fu ritrovato nel 1924 in Belize nella città maya di Lubaantúm. Dopo parecchi anni la leggenda che lo segue è sempre d'attualità poiché cis i chiede se sia davvero uno dei 13 teschi di cui parla un’antica profezia maya. Lubaantúm, “la città delle pietre cadute”, antica capitale di una vasta regione dell’attuale Belize, ex Honduras Britannico. Erano i primi anni del Novecento quando Thomas Gann, un medico inglese appassionato di archeologia, visitò il luogo dove i maya raccontavano ci fosse una magnifica città sepolta e la trovò: alcuni edifici portano ancora i segni dell’esplosivo usato dal dottore per gli scavi “poco ortodossi”, in seguito giunsero sul posto diverse spedizioni inglesi a cui si devono i successivi scavi e ritrovamenti che portarono alla luce parte della città: 11 strutture tra cui piramidi, palazzi, terrazze, mura, case e un enorme anfiteatro che poteva contenere più di diecimila persone, 3 campi per il gioco della palla e 5 piazze principali, oggetti in giada e ossidiana proveniente dalle alture guatemalteche e strumenti musicali tra i quali 2 flauti. Lo stile architettonico è unico con le sue curve e i suoi angoli arrotondati mentre la tecnica costruttiva è tipica del sud del Belize, sia le terrazze sia le piramidi sono costruite senza l’uso di alcuna malta: le pietre sono perfettamente squadrate e incastrate l’una con l’altra. Ma Lubaantúm passerà alla storia per un ritrovamento tanto anomalo quanto prezioso ovvero un teschio di puro quarzo ialino dalle fattezze umane e dalla luminosità abbagliante.

teschio cristallo

 

Teschio cristallo

La storia della scoperta di questo manufatto che ancora oggi fa parlare di sé è legata a quella dell’esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges; nato in Inghilterra nel 1882, fin da ragazzo era affascinato dalle antiche civiltà dell’America centrale, come quelle dei Maya, di cui aveva letto nei libri. Il destino cambiò per sempre la sua vita in occasione di un viaggio a Port Colbourne, nello stato canadese dell’Ontario, nel 1917. Fu allora che incontrò una ragazzina di 10 anni di nome Anna-Marie Le Guillon, che aveva perso entrambi i genitori. Due dei suoi colleghi che conoscevano la famiglia della piccola gli suggerirono di adottarla, cosa che lui fece. Frederick, negli anni successivi, si assicurò che la figlia adottiva ricevesse una buona educazione mentre continuava a inseguire la chimera di mettere in piedi una spedizione per l’America Centrale. Egli era un membro del Comitato sui Maya del British Museum ed era convinto dell’esistenza del continente perduto di Atlantide. Credeva fermamente che i resti di quella grande civiltà scomparsa si trovassero in America Centrale e voleva provare la sua teoria.

Nel 1923 Mitchell-Hedges riuscì finalmente a intraprendere una spedizione nell’Honduras Britannico, in seguito a un accordo con il British Museum di Londra e la Fondazione Heye per gli Indiani d’America di New York, secondo il contratto avrebbero ceduto a queste due istituzioni i vari oggetti maya trovati nel sito per farne delle mostre. Da Liverpool giunse a Belize City, dove incontrò il dottor Thomas Gann, l’ufficiale medico esperto della civiltà maya, il quale si unì alla spedizione. Entrati in contatto con una tribù di Maya Kekchi che conosceva la zona delle rovine, Gann la convinse a partecipare all’impresa. Con l’aiuto degli indigeni, diedero alle fiamme la vegetazione e la città nascosta rivelò il suo volto: Lubaantúm, la “città delle pietre cadute”, un’area di circa 11 kmq disseminata di superbe costruzioni. In quello stesso anno (era il 1923), Anne, dopo aver completato gli studi, raggiunse il padre, inconsapevole del suo curioso... destino!

teschi di cristallo differenti

Teschio cristallo

Un giorno di novembre, poco dopo il suo arrivo, Anne decise di esplorare il sito. Era attratta dall’edificio più alto, una piramide che voleva scalare per avere una visione d’insieme dell’area. Le era stato proibito di salirvi perché le pietre non erano stabili, ma approfittando dell’assenza degli indigeni e degli archeologi non riuscì a trattenersi dal farlo e quando raggiunse la cima, fu colpita in viso da un raggio di luce proveniente dal basso. Vide una crepa nella pietra della piramide dalla quale filtrava il misterioso bagliore. Anne si precipitò al campo per raccontare al padre ciò che aveva visto e il giorno seguente Frederick iniziò a rimuovere le pietre dall’area indicata dalla ragazza. Impiegarono molte settimane per aprire un varco sufficiente e riuscire a entrare nella piramide. Era il 1 gennaio del 1924 e la ragazza si offrì volontaria per essere calata nel pertugio essendo la più minuta del gruppo. Quando giunse al fondo, individuò l’oggetto che aveva visto risplendere, lo afferrò e lo avvolse nella sua camicia per proteggerlo. Risalita in superficie, si rese conto che l’oggetto era un teschio umano a grandezza naturale completamente trasparente. Era stato ricavato da un frammento di quarzo e sembrava essere assolutamente intatto. Il padre prese il teschio dalle sue mani e lo sollevò in modo che fosse visibile a tutti. Allora i Maya nelle vicinanze iniziarono a far festa, essi avevano riconosciuto in quel teschio uno strumento sacro di molto tempo fa che era tornato in superficie e sul quale si tramandavano una particolare leggenda.

Anna Mitchell Hedges cristall skull

Quel giorno era stata trovata soltanto la parte superiore del teschio, mentre la mascella inferiore fu ritrovata tre mesi più tardi, anch’essa senza un graffio, a circa 7 metri dal luogo di ritrovamento del cranio. Mitchell-Hedges posizionò il cranio su un altare di fortuna realizzato dai Maya. Gli indigeni adoravano il teschio di cristallo con innumerevoli cerimonie, rituali e danze e tenevano un fuoco costantemente acceso nelle vicinanze. Dato che quella gente lo venerava così tanto, il padre di Anne decise che non poteva tenerlo e lo restituì ai Maya, ma alla fine del 1927 gli scavi a Lubaantúm ebbero fine e Mitchell-Hedges fu avvicinato dal capo della tribù che gli donò il teschio di cristallo: era il riconoscimento dell’aiuto ricevuto in tutti quegli anni. Per avere informazioni di carattere scientifico Anne Mitchell-Hedges affidò il teschio a Frank Dorland restauratore d’arte ed esperto di cristalli che lo consegnò ai laboratori della Hewlett Packard, a Santa Clara in California per sottoporlo a vari test: il teschio fu immerso in un recipiente di vetro colmo di una soluzione di alcool benzilico della stessa densità e indice di rifrazione del cristallo per cui scomparendo alla vista l’oggetto dimostrò di essere di puro quarzo ialino. Inoltre si confermò che il cranio era stato ricavato da un unico blocco di quarzo grande tre volte l’oggetto finale lavorato senza l’ausilio di strumenti moderni. I ricercatori della Hewlett Packard rimasero particolarmente impressionati dalla precisione della mascella e dal fatto che il manufatto fosse stato scolpito in senso contrario all’asse naturale del quarzo: questo avrebbe dovuto dar luogo a una sorta di sfaldatura che invece non c’è stata. Gli unici segni di utensili sulla superficie del teschio sono delle incisioni concentriche sui denti scoperte da Frank Dorland. Non si sa se questi segni furono praticati in un secondo momento rispetto alla realizzazione del teschio, ad oggi dunque non ci sono prove certe che sia un falso realizzato nel Novecento.

Secondo gli scienziati, infatti, ci sarebbero voluti più di 150 anni per levigare pazientemente con sabbia e capelli un enorme blocco di cristallo di rocca fino a ottenere il teschio perfetto che ne è emerso. I Maya rivelarono all’esploratore che il teschio detto “del Destino” aveva almeno 3.600 anni e secondo le leggende veniva usato dal Gran Sacerdote per officiare riti esoterici. Si narra che quando egli evocava la morte con l’aiuto del teschio, la morte arrivava immancabilmente. Per questo fu descritto come la materializzazione di tutti i mali. Ma il Teschio di cristallo non veniva usato solamente per causare la morte (secondo Anne, ciò veniva fatto esclusivamente nei confronti di persone che stavano soffrendo molto, per farle morire in pace), ma veniva anche usato per conservare la saggezza di uno sciamano o un sacerdote che stava morendo. Per l’occasione veniva officiata una cerimonia in cui il teschio di cristallo serviva da catalizzatore o da ponte tra lo sciamano morente e uno giovane: inginocchiato con le mani sul teschio il giovane riceveva la conoscenza del vecchio saggio. Nel 1959 F.A. Mitchell-Hedges morì e la proprietà del teschio di cristallo passò ad Anne che si è sempre definita come: «Sono soltanto la guardiana, in realtà, il teschio appartiene a tutti e dona salute e gioia di vivere. Lo tengo sempre nella mia stanza, anche quando dormo. So che mi protegge. Mi ha protetto per tutta la vita. I Maya mi hanno detto che il teschio è importante per l’umanità. È un dono degli antichi al resto del mondo. Essi hanno una grande conoscenza, ci hanno dato il teschio per una ragione e uno scopo precisi. Non so quale sia questa ragione, ma so che questo teschio fa parte di qualcosa di molto, molto importante». Anne è scomparsa nel novembre scorso all’età di cento anni.

Ora il teschio di Lubaantúm è passato sotto la custodia di Bill Homann. Il mistero che lo accompagna cresce sempre di più e le antiche profezie che lo riguardano sono ormai conosciute in tutto il mondo... Chi sono i guardiani del Teschio? A spiegarlo è Joshua Shapiro, ricercatore e scrittore che da molti anni si è dedicato allo studio e alla raccolta di esemplari, anche più recenti, di teschi di cristallo.

indiana jones teschio di cristallo

Esistono prove in grado di dimostrare che i teschi sono antichi e sono stati scolpiti dall’Uomo solamente con le sue mani o, al contrario, che sono stati scolpiti in tempi moderni con macchinari tecnologici? «Non c’è modo di datare un frammento di cristallo di quarzo, il C-14 non funziona con le sostanze inorganiche, quindi, da un punto di vista scientifico, anche se ancora stiamo lavorando al problema con il nostro centro ricerche (The World Mystery Research Center, in Olanda), ad oggi non c’è modo per datare nessuno dei teschi di cristallo. In occasione di un’intervista televisiva rilasciata alla NBC Universal, abbiamo condotto un test scientifico con il famoso Teschio di Cristallo di Mitchell-Hedges e uno dei miei teschi chiamato Portal de Luz (“Portale di Luce”), di recente fattura. Il nostro scopo era di usare un congegno elettronico che potesse misurare l’effetto energetico dei teschi di cristallo. L’esperimento ha dimostrato che il teschio di cristallo più antico sembrava bilanciare l’energia della persona sottoposta al test con maggiore potenza rispetto al teschio più recente. Questi antichi oggetti stanno aiutando migliaia di persone a vivere vite più felici e positive e forse questo è più importante che conoscerne tutta la storia».

Qual è il significato della figura del Guardiano del Teschio?

«Abbiamo intervistato due anziani maya e possiamo dire che loro considerano i teschi di cristallo come oggetti sacri che vanno custoditi e tenuti segreti perché credono che siano vitali per dell’umanità e che possano contribuire a creare un mondo più pacifico per il futuro. Il teschio di cristallo contiene grandi energie e saggezza per le genti maya, che devono essere preservate a ogni costo. Un guardiano di oggi come me o Blue Arrow Rainbow, ricercatrice e studiosa dell’energia dei teschi, deve trattarli come esseri viventi che necessitano di nutrimento e cura. Il nutrimento viene dal condividerli con altre persone, sia con meditazioni private sia portandoli in luoghi speciali del nostro pianeta». Patricia Cori, una guardiana, svela la profezia dei 13 Teschi Una profezia maya racconta che dispersi su tutto il pianeta esistono 13 teschi di cristallo affidati a persone che ne divengono i custodi per tutta la loro vita. Estrella è un piccolo cranio scolpito in una pietra rossastra, sconociuta, cosparsa di “stelle” da cui prende il nome. La ricercatrice Patricia Cori scrittrice di numerosi libri tradotti in molte lingue, l’attuale custode, ci racconta cosa vuol dire essere una custode e qual è la sua missione. Patricia sappiamo che hai un rapporto privilegiato con gli anziani maya, sei stata riconosciuta come sciamana e ti è stato affidato Estrella.

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Teschio di Crsistallo

Ci racconti la vera profezia maya sui teschi di cristallo? «Innanzitutto i teschi di cristallo dispersi sono dodici. La profezia narra che quando arriverà il momento i custodi saranno chiamati verso un determinato luogo della terra. Lì si svolgerà una cerimonia con i dodici teschi posti in circolo e il tredicesimo apparirà al centro. A quel punto si attiverà un vortice dimensionale che aprirà un portale. Chi sarà pronto potrà fare il salto, cioè passare dalla terza dimensione in cui viviamo a dimensioni diverse e sarà rivelata all’Umanità tutta la conoscenza accumulata in Atlantide. Perché i teschi sono una testimonianza della avanzata cultura atlantidea, sopravvissuti all’ultima distruzione, ed erano parti integranti di una specie di computer molto sofisticato che interagiva direttamente con la mente dei sacerdoti. Il compito dei custodi è proteggerli fino al momento della cerimonia».

Questa cerimonia ha qualcosa in comune con la profezia del 2012? «Sì, la data è la stessa. Ma nessun maya ha mai parlato di “fine del mondo”. Loro sanno che dopo l’apertura del portale inizierà una nuova era fatta di armonia, pace ed equilibrio tra gli opposti. Luce e oscurità troveranno una tregua e l’umanità seguirà il destino che si è scelta. La terra continuerà a esistere». Puoi raccontare qualcosa su Estrella? «I teschi hanno dentro una forte energia. Basti pensare a un piccolo esperimento. Posto nella stessa posizione e con la stessa luce se fotografato uscirà un immagine totalmente diversa a seconda del fotografo: può apparire con nere orbite inquietanti o quasi sorridente. Nella tradizione maya i teschi vanno purificati con l’acqua, presso le cascate dove l’energia della natura è potente per questo quando torno in Messico lo porto con me».

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Teschio di Cristallo

Dalle ricerche effettuate negli ultimi anni sul teschio di cristallo di Mitchell-Hedges, sono uscite considerazioni che affermano che chiunque l'abbia fatto e qualunque ne sia stato l'utilizzo, il teschio da sempre suscita reazioni contrastanti in chi lo osserva poiché alcuni ne sono affascinati, altri turbati, c'è chi giura di averlo visto muoversi, chi che emani profumi. Persino i suoi presunti scopritori sono discordi nel descrivere le emozioni scaturite in loro infatti come  Anna, la proprietaria del teschio più famoso della collezione mondiale, diceva che provava una tale fascinazione per il teschio e per i riflessi di luce che esso emanava dagli occhi tanto che non se ne sarebbe mai separata per tutta la vita; il padre, invece, non ne sopportava la presenza, ne veiva sopraffatto e sconvolto al punto tale da assumere comportamenti ai limiti della nevrosi, provando per lui un sentimento che oscillava fra l'amore e l'odio. Il gemmologo Frank Dorland riportava degli strani racconti come una in un caso, per citarne qualcuno, avrebbe visto un alone luminoso circondare il teschio e permanere per parecchio minuti mentre in un altra situazione avrebbe udito provenire da esso degli strani suoni, come degli scampanellii o coem quell'altro caso in cui vi avrebbe visto attraverso il riflesso di remoti paesaggi. Insomma, una cosa è che alcuni scienziati continuino ad asserire che il teschio di Mitchell-Hedges sia un falso ben costruito che passò i primi controlli degli sudiosi fatti all'inizio della "leggenda", tra l'altro senza spiegare come avesse potuto lo scopritore spendere una somma adeguata per organizzare una struffa che sarebbe (se fosse stata tale) passare per quella migliore effettuata negli ultimi 100 anni, ma interessante notare come le teorie pseudo scientifiche abbiano cominciato a prendere piede dopo la morte della sua proprietaria, quindi approfittando del fatto che nessuno con sufficiente conoscienza in merito avrebbe potuto rispondere alle accuse: si sa per gli scienziati si diventa tutti degli imbroglioni da morti, forse perché non si possono più difendere le proprie posizioni e verità...