radiazioni disastro nucleare terremoto fukushimaNonostante le proteste innalzate subito dopo l'incidente accaduto a Fukushima 11 Marzo 2011, oggi 2 Luglio 2012 le autorità hanno deciso per ripristinare il funzionamento di uno dei reattori atomici, e riprendere così la produzione di energia nonostante tutti i pericoli del caso e la totale assenza di sicurezze denunciate da ricercatori e abitanti del luogo.

 

FUKUSHIMA situazione

Tutt'ora i livelli di radioattività a Fukushima sono di molto al di sopra dei valori di sicurezza intesi dalle autorità vigenti per il controllo dell'energia atomica e i suoi usi civili, ma nessuno più parla dei pericoli che continuano a interessare, non solo che i abita nelle zone colpite dal disastro ambientale, ma anche tutti gli abitanti del globo che, in caso di nuove esplosioni e perdite di materiale fissile bruciato che si dovesse levare nell'aria, colpirebbe in breve tempo tutti, ignari dell'accaduto esattamente come accadde per Chernobyl.

Ebbene si, per evitare il rischio di un black out estivo a Fukushima e nel Giappone, derivato dall'uso maggiore di climatizzatori e affini, la società Kansai Electric Power (Kepco), l'utility che fornisce elettricità alle ricche regioni di Osaka e Kyoto, ha riattivato il reattore n.3 della centrale di Oi, mentre tra pochi giorni sarà la volta del n.4.

Sabato, il sistema di raffreddamento alla piscina del combustibile del reattore 4, si è guastato ed è rimasto fermo per un giorno e mezzo, rischiando di far raggiungere la temperatura limite alle barre di combustibile e correndo il pericolo che il nocciolo fondesse, ma nessuna informazione è stata passata agli organi di comunicazione.

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Fukushima controllo radiazioni

La Kepco ha avuto il via libera a metà giugno da autorità locali e governo di Tokyo per far ripartire le unità 3 e 4 della centrale di Fukushima di Oi in base ai risultati di stress test e verifiche, anche se alcuni sismologi hanno espresso dubbi sulla decisione dato che le misure aggiuntive contro possibili terremoti e tsunami saranno completate soltanto nell'arco dei tre anni.

I propositi del premier Yoshihiko Noda sono stati chiariti subito: il distacco dal nucleare, che genera il 30% del fabbisogno energetico di tutto il Giappone, tra l'altro ora obbligato a costose importazioni di carburante fossile, sarà progressivo ma non immediato poiché, anche la partenza di nuovi impianti di natura rinnovabile, non potranno a breve, sostituire la produzione attuale garantita dalle centrali atomiche.

Il Giappone ha ritrovato (per ora) il nucleare: «non ho dubbi sul fatto che i tempi siano cambiati e che la svolta sia vicina», ha assicurato due settimane fa Kenzaburo Oe, il premio Nobel per la Letteratura e tra i promotori di "Sayonara impianti nucleari!", lasciando la residenza del premier dopo la consegna di parte delle 7,5 milioni di firme della petizione contro l'atomo a uso civile, da abolire anche attraverso un referendum nazionale all'italiana.

L'incidente nella centrale di Fukushima ha sollevato discussioni in vari Stati del Mondo inerenti al prosieguo o meno dell'utilizzo dell'energia nucleare (o della continuazione dei suoi programmi di sviluppo). A tre mesi dall'evento, quattro Stati, al fine di verificare e/o rivedere le misure di sicurezza, avevano avviato brevi moratorie sui loro programmi nucleari, altri trenta li avevano invece mantenuti invariati mentre due Paesi (la Germania e la Svizzera) avevano manifestato l'intenzione di cancellarli nel lungo periodo..

Link al disastro di Chernobyl e video completo

Link spiegazione Energia atomica e radioattività